31 Luglio 2012

SANITA’: PROTESI; AL TAR DUE CLASS ACTION PER RISARCIMENTI

SANITA’: PROTESI; AL TAR DUE CLASS ACTION PER RISARCIMENTI
PROMOTORE E’ IL CODACONS; RIENZI, 10MILA EURO PER OGNI DONNA

(ANSA) – ROMA, 31 LUG – Sono 177 le donne che, per tramite del Codacons, hanno chiesto al Tar del Lazio di voler disporre un risarcimento per la vicenda dell’impianto delle protesi mammarie, finite al centro delle cronache dopo la scoperta che quelle prodotte dalla società francese ‘Poly Implant Prothese’ contenevano un gel diverso da quello dichiarato, con un maggior rischio di rottura e reazioni infiammatorie. Due sono le class action per le quali si è in attesa dell’udienza di discussione: 84 donne chiedono espianto e reimpianto a carico del Servizio Sanitario Nazionale nonché almeno 10mila euro ciascuna di risarcimento danni; 93 donne che hanno subito rimozione e sostituzione delle protesi Pip chiedono anche il rimborso del costo degli esami diagnostici e degli interventi cui sono state costrette a proprie spese. “Le protesi mammarie riempite di gel di silicone sono presidi medici potenzialmente pericolosi” si legge nei ricorsi. Per questo è prevista una specifica marcatura CE in virtù della quale il prodotto può liberamente essere commercializzato. Le autorità sanitarie, però, non devono “accontentarsi di sapere che il prodotto ha ricevuto la marcatura” in quanto “in nessun caso si può demandare la cura della sicurezza e salute dei cittadini alla semplice speranza dell’etica e dell’onestà di un imprenditore”. Per il Codacons, “sono ben dieci gli anni nei quali è stato possibile che il criminale comportamento dell’azienda francese consentisse di impiantare nell’organismo delle donne italiane un prodotto non testato per uso umano, senza che nessuno si premurasse di effettuare un sia pur minimo controllo”. Anche su questo s’innesta la richiesta di risarcimento “per lesione di diritti soggettivi, legati alla sfera costituzionalmente protetta del diritto alla salute, dovuta alla omissione del potere di controllo, devoluto ai Ministeri dalla legislazione nazionale ed europea in tema di presidi sanitari”. “Mentre il Ministro Balduzzi va a caccia di tagli e non si preoccupa troppo di tutelare le vittime delle protesi pericolose – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – abbiamo avviato una battaglia in favore di quelle donne che, a causa anche delle omissioni e dei mancati controlli, hanno vissuto un vero e proprio dramma. Le vittime italiane delle PIP devono ottenere un sacrosanto diritto al risarcimento, anche solo per la paura patita relativamente a possibili conseguenze negative per la propria salute”. (ANSA).

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