8 Febbraio 2019

SANITA’, PROTESI AL SENO CANCEROGENE: CODACONS PRESENTA ESPOSTO A PROCURA DI TORINO

CHIESTO DI INDAGARE PER FRODE IN COMMERCIO E IMMISSIONE IN COMMERCIO DI PRODOTTI PERICOLOSI

TUTTE LE DONNE CHE HANNO SUBITO IMPIANTO DELLE PROTESI POTENZIALMENTE PERICOLOSE POSSONO RIVOLGERSI AL CODACONS PER VALUTARE AZIONE DI RISARCIMENTO

Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Torino sul caso delle protesi al seno potenzialmente cancerogene, ritirate dal mercato e oggetto di accertamenti da parte delle autorità sanitarie.
“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di portatrici delle protesi mammarie a marca Allergan, preoccupate per le notizie apparse di recente sui mass media – spiega l’avv. Tiziana Sorriento – Abbiamo deciso pertanto di rivolgerci alla magistratura al fine di avere chiarezza in favore dei soggetti coinvolti e perché si indaghi sui responsabili dell’ennesimo scandalo sanitario”.
Le protesi Allergan sono infatti dispositivi medici destinati ad interventi di mastoplastica ricostruttiva ed estetica, oggetto di ritiro dal mercato nel dicembre scorso in ragione del mancato rilascio delle certificazioni CE da parte dell’ente francese incaricato GMED. L’autorità regolatoria francese ANSM ha disposto la sospensione della vendita per possibili effetti cancerogeni derivanti dall’uso di tali dispositivi medici, e ha istituito un comitato di esperti per lo studio e la valutazione di possibili effetti dannosi nonché la sorveglianza attiva delle portatrici di tali protesi.
Almeno tre regioni italiane nel gennaio 2019 (Toscana, Liguria e Trentino Alto Adige) hanno disposto verifiche e controlli attraverso la programmazione del follow up delle pazienti alle quali tali dispositivi sono stati impiantati.
Pertanto il Codacons ha depositato un formale esposto alla Procura di Torino in cui si chiede di acquisire le indagini già svolte dall’ente francese e accertare se siano ravvisabili fattispecie penalmente rilevanti come la frode in commercio (art. 515 c.p.) e immissione in commercio di prodotti pericolosi (d.lgs.206/2015) a carico del produttore e/o distributore dei dispositivi medici, nonché eventuali responsabilità dell’ente certificatore CE ed eventuali responsabilità delle autorità sanitarie centrali o locali per non aver predisposto, anche in esito al provvedimento della Allergan Limited e dell’ente di vigilanza francese, alcun specifico protocollo di verifica e di accertamento sulle portatrici delle protesi.
Il Codacons invita infine tutte le pazienti che hanno subito l’impianto delle protesi in questione a rivolgersi all’associazione alla mail info@codacons.it per valutare le azioni da intraprende anche ai fini di un possibile risarcimento.

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