9 Ottobre 2011

SANITA’ NEL LAZIO: DOPO LO SCANDALO TBC CROLLA LA FIDUCIA DEI CITTADINI NELLE STRUTTURE SANITARIE

IL 35% DEI CITTADINI NON SI FIDA DEGLI OSPEDALI PUBBLICI

Dopo lo ma della tbc che ha investito un ospedale d’eccellenza come il Gemelli, il Codacons – che nell’ambito del progetto avviato con AGI, “Sentinelle della salute”, monitora le opinioni e le abitudini degli italiani in fatto di salute – ha effettuato una ricerca a campione per verificare la fiducia che i cittadini del Lazio nutrono nei confronti delle strutture sanitarie pubbliche.
Il risultato che emerge – spiega l’associazione – è un generalizzato clima di sfiducia, attribuibile all’ultima vicenda della tubercolosi, ma anche alla situazione in cui versa la sanità laziale, alle prese con fondi ridotti e tagli che incidono sulla qualità del servizio reso.
Il 35% dei 500 cittadini intervistati, ha affermato in modo netto di non avere fiducia negli ospedali pubblici, sia per effettuare analisi che visite o interventi, mentre il 75% del campione, potendo scegliere, si rivolgerebbe a cliniche private, ritenute più sicure e puntuali nella cura del paziente.
Due le principali cause che determinano la sfiducia nelle strutture sanitarie: circa la metà del campione (49%) mette al primo posto i tempi della sanità pubblica, che obbligano i cittadini a lunghe liste d’attesa per visite, analisi e operazioni non urgenti. A seguire c’è il fattore “malasanità” (38%), che include diversi aspetti, dalla paura di complicazioni imputabili ad errori umani alle carenze nei servizi resi dagli ospedali pubblici del Lazio.
“Occorre ridare fiducia ai cittadini – afferma il Presidente Carlo Rienzi – bloccando questa politica dei tagli che ha effetti diretti sulla qualità e sui tempi del servizio sanitario, ed intervenendo in modo veloce ed efficace quando si verificano episodi come quello della tbc al Gemelli, evitando di minimizzare i problemi ma al contrario mostrando massima fermezza verso i responsabili”.

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