15 Novembre 2012

SANITA’: LAZIO, CODACONS “STRETTA AL COLLO” PER I DISABILI

SANITA’: LAZIO, CODACONS “STRETTA AL COLLO” PER I DISABILI

(AGI) – Roma, 15 nov. – “Prima di lasciare il ruolo di Commissario straordinario alla sanita’ della Regione Lazio, Renata Polverini, per risparmiare sul bilancio dell’amministrazione, anziche’ limitare le regalie ai partiti e le feste a base di champagne ha pensato bene di ‘condannare’ sulla carrozzella migliaia di disabili della nostra regione”. E’ quanto denuncia il Codacons in una nota, spiegando che la regione Lazio “con la deliberazione n. 39/2012 ha imposto che i disabili in cura presso strutture convenzionate dopo al massimo 3 mesi di terapia e anche se malati di Sla o altre gravissime patologie, per continuare a curarsi debbano sottoporsi ad un calvario e fare il ‘giro delle 7 chiese'”. In sostanza, osserva l’associazione, “la richiesta di proroga delle cure da parte dei medici specialisti non e’ piu’ sufficiente per proseguire le terapie, e il disabile, ‘inforcata la carrozzella’, deve chiamare il Cup della Regione e prendere appuntamento per una visita presso le Asl, le quali devono valutare anche loro (evidentemente non si fidano degli specialisti delle strutture stesse come si fidavano di Fiorito & C) se la malattia necessita effettivamente di una prosecuzione delle cure”. Ma per il Codacons “il fatto gravissimo – che ha indotto l’associazione Articolo32 aderente al Codacons a diffidare il nuovo commissario Bondi e a denunciare la cosa alla magistratura – e’ che le Asl sono in grado di sostenere la visita di controllo solo dopo 2, 3 o addirittura 4 mesi dalla richiesta, cosicche’ il disabile deve interrompere le cure e restare a casa in attesa che una organizzazione, evidentemente fatiscente e non in grado di far fronte ad una misura che in astratto sarebbe anche giusta, lo sottoponga a controllo e confermi che effettivamente – sic!! – e’ ancora malato di Sla o di tetraparesi”. Per di piu’ “il disabile deve sottoporsi alla visita spesso lontano da casa e non di rado la propria Asl gli cambia luogo di cura dirottandolo presso un ambulatorio regionale o altra struttura il che, soprattutto per i bambini, costituisce un grave trauma psicologico”. Concludono Codacons e Articolo32: “Se il commissario Bondi non cambiera’ questa assurda situazione sara’ inevitabile denunciare la Regione Lazio e lo stesso commissario straordinario per maltrattamento di persona incapace e concorso in lesioni gravi ai danni di tanti pazienti gravemente malati”. (AGI) Red/Gav

 

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