25 Ottobre 2010

SANITA’: INCHIESTA, PER ECOGRAFIA 2 SETTIMANE A MILANO. 5 MESI A ROMA

 
 
(ASCA) – Roma, 25 ott – Due settimane di attesa per realizzare un’ecografia all’addome negli ospedali pubblici di Milano, cinque mesi di attesa per lo stesso esame effettuato a Roma. Sono alcuni dei dati contenuti nell’inchiesta sulla sanita’ pubblicata sul numero di novembre del magazine free press Pocket. La Asl di Milano ha realizzato una pagina web in cui e’ possibile visionare i tempi d’attesa di tutte le strutture accreditate presenti sul territorio di Milano e provincia. I tempi riguardano le prestazioni di ”primo accesso” (non le visite e gli esami di controllo), ma gli esiti sono comunque sorprendenti: in due ospedali di Milano una risonanza magnetica nucleare della colonna puo’ essere effettuata da un giorno all’altro e in altre dieci strutture pubbliche o convenzionate l’attesa e’ inferiore ai dieci giorni. Un giorno anche per la mammografia, un giorno per l’elettrocardiogramma e uno per la tac del capo. Nella Capitale i tempi minimi di attesa per un elettrocardiogramma dinamico variano dai 41 giorni (Asl Roma F) ai 271 (Asl Roma C); per la mammografia si va dai 12 ai 158 giorni, per la tac al capo da due settimane a quattro mesi; per una risonanza magnetica della colonna l’attesa varia da 15 a 203 giorni. Un modo di velocizzare e’ quello di ricorrere all’intramoenia, ossia farsi visitare da un medico dell’ospedale, al di fuori dell’orario di lavoro, utilizzando le strutture dell’ospedale stesso. Si paga di piu’, ma si evita la fila. In questo modo, pero’, la sanita’ pubblica non e’ piu’ a disposizione di tutti i cittadini, ma solo di quelli che hanno il portafogli piu’ pieno. Intanto il Codacons e’ pronto procedere contro il Servizio Sanitario Nazionale con una causa collettiva, una class action aperta a tutti i cittadini vittime di questi ritardi, mentre, a causa della crisi economica, il 35% degli italiani si e’ rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa piu’ lunghe, per ottenere prestazioni che in altri tempi avrebbero acquistato direttamente da strutture private, pagando di tasca propria.

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