23 Dicembre 2009

SANITA’: IL MINISTERO DELLA SALUTE DEVE RESTITUIRE OLTRE 1 MILIONE DI EURO VERSATO ALL’ASSOCIAZIONE CITTADINANZATTIVA

 
SU RICORSO CODACONS IL CONSIGLIO DI STATO ANNULLA UNA ENORME ELARGIZIONE DI DENARO PUBBLICO FATTA SENZA CRITERI E A DANNO DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI E ORA IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA DI ROMA E ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO I FUNZIONARI DEL MINISTERO DELLA SALUTE RESPONSABILI DELLA SPESA ILLEGITTIMA

 
Lo scorso anno il Codacons presentò al Ministero della salute un importante progetto in materia di sanità pubblica e tutela dei cittadini, progetto che venne respinto dal dicastero senza alcuna motivazione, mentre 1 milione di euro venne stanziato dallo stesso Ministero in favore di Cittadinanzattiva, per finanziare un progetto consistente in un confronto tra cittadini e responsabili delle aziende sanitarie.
Da qui nasce un ricorso del Codacons con cui si contestava in particolare l’assoluta mancanza di criteri per l’elargizione di denaro pubblico, in contrasto con l’art. 12 della legge 241/90, ma anche il fatto che il finanziamento concesso a Cittadinanzattiva andasse anche a vantaggio di una multinazionale del farmaco, in passato coinvolta in scandali di varia natura, compreso un processo penale a Taranto.
Dopo la decisione favorevole del Tar del Lazio, arriva oggi la sentenza della VI Sez. del Consiglio di Stato (Pres. Giuseppe Barbagallo, Rel. Rosanna De Nictolis), che respinge l’appello del Ministero della salute e accoglie in pieno le tesi del Codacons. Scrivono i giudici nella sentenza

“la procedura seguita, considerato anche il capitolo di spesa su cui grava, non sembra prima facie una procedura di appalto di servizi ma piuttosto una procedura di concessione di denaro pubblico ai sensi dell’art. 12, l. n. 241/1990, e sotto tale profilo avrebbe dovuto rispettare le regole di trasparenza e predeterminazione dei criteri […]
Non sono sussistenti comprovate ragioni di natura tecnica o artistica o attinenti alla tutela di diritti esclusivi, che giustificano l’affidamento ad un esecutore determinato; piuttosto la scelta di un esecutore determinato risulta motivata dalla circostanza di fatto che l’esecutore prescelto svolge il medesimo servizio sin dal 2001, mentre non risulta dimostrato che siano state compiute indagini di mercato a seguito delle quali è stata acclarata l’inesistenza di altri soggetti in grado di eseguire la prestazione”.

"Per effetto di tale sentenza, ora questi soldi dovranno essere restituiti al Ministero della salute – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Si tratta dell’ennesima iniziativa del Codacons in favore della correttezza e della trasparenza, e ci auguriamo che ora il Ministero voglia esaminare tutti i progetti meritevoli, senza continuare a privilegiare una sola associazione la quale ha realizzato centinaia di progetti in collaborazione anche con multinazionali del farmaco”.
In ogni caso, il Codacons si rivolgerà alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti, denunciando la spesa illegittima del Ministero e chiedendo di indagare i funzionari coinvolti nella vicenda.
 

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