Sanita’: Gemelli su Tbc neonati, Consiglio Stato esclude estensione test
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- Adnkronos on line
Milano, 31 mar. (Adnkronos Salute) – Il Consiglio di Stato ha respinto per la terza volta il ricorso del Codacon sul caso della Tbc neonatale al Policlinico Gemelli di Roma. A farlo sapere, in una nota, e’ lo stesso ospedale romano. “La terza sezione del Consiglio di Stato con l’ ordinanza n. 8426 del 30 marzo 2012”, spienao dal Gemelli, ha confermato il corretto operato delle istituzioni sanitarie coinvolte nell’ emergenza, rigettando “l’ assunto del Codacons riguardante presunte inadempienze della Regione Lazio e del Policlinico universitario” riguardo alle indicazioni dell’ ordinanza cautelare n. 4985/2011. La controversia riguardava se estendere o meno i test ad altri neonati nati nell’ ospedale, andando a ritroso nel tempo. “Il Consiglio di Stato – spiegano dal Policlinico – ritorna ancora una volta sul punto, ribadisce il nucleo essenziale dell’ ordinanza precedente sul medesimo tema emessa il 16 dicembre 2011, in base alla quale ‘non risulta giustificata la possibile estensione dei test nei confronti dei bambini nati prima del 22 dicembre 2010′, tenuto conto che la positivita’ accertata con il metodo Quantiferon non risulta poi confermata dagli altri accertamenti ai quali gli stessi bambini sono stati sottoposti con metodi di indagine piu’ affidabile’ e prende atto degli sforzi posti in essere dal Dipartimento di prevenzione dell’ Asl Rm/E ai fini del reclutamento degli ultimi bambini da sottoporre a indagine”. In quest’ ultimo passaggio, ribadisce l’ ospedale, “si sottolinea che nessun caso ulteriore di malattia e’ stato accertato; che tutti i bambini risultati positivi al test Quantiferon sono stati poi sottoposti a profilassi, al test Mantoux nonche’ a rx toracica e a visita clinica e che per gli stessi l’ interruzione delle terapie e’ stata subordinata all’ accertata negativita’ a tutti i test effettuati; e che solo pochi bambini, pur essendo risultati non positivi ai diversi accertamenti compiuti, sono risultati ancora positivi al test Quantiferon e per questo saranno sottoposti a ulteriori controlli”. “Viene ribadito come a tutt’ oggi il solo caso di tubercolosi accertata resti quello della bambina nata il 22 marzo 2011 – aggiunge il policlinico ripercorrendo quanto emerge dalla decisione del Consiglio di Stato – e poi viene sostanzialmente riaffermato che la positivita’ al test Quantiferon non consente di pervenire all’ automatica dimostrazione di una condizione di infezione tubercolare accertata per i neonati della coorte ’22-12-2010 – 28-07-2010′, per la cui potenziale sussistenza occorrerebbe invece quantomeno la positivita’ ad altri metodi di indagine (tra i quali la prova di Mantoux)”. Tale circostanza, si legge nella nota, “conseguentemente esclude in radice, al momento, qualsiasi ipotesi di estensione a ritroso dell’ indagine, a dispetto peraltro dei reiterati tentativi del Codacons di affermare il contrario, ma anche e soprattutto viene riconosciuta la giustificazione della profilassi quale misura adottata a scopo cautelativo a beneficio dei soli bambini risultati positivi al test Quantiferon e quindi la solidita’ della scelta effettuata a suo tempo di utilizzare questa indagine di laboratorio al solo scopo di selezionare i bambini da candidare alla profilassi”. Il Consiglio di Stato, riferisce il Gemelli, “ha respinto anche la richiesta di condannare l’ amministrazione alla sanzione pecuniaria prevista in caso di inottemperanza di ordinanze emesse dalla giurisdizione amministrativa. Un ulteriore elemento che consente di affermare come le scelte eseguite dalla Regione Lazio e dal Policlinico Gemelli sulla vicenda Tbc si siano rivelate fin qui corrette”.
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