14 Giugno 2012

SANITA’: ECCO COME GLI IMMIGRATI VIVONO LA SANITA’ ITALIANA

    SANITA’: ECCO COME GLI IMMIGRATI VIVONO LA SANITA’ ITALIANA

    IL 73% DEGLI STRANIERI NON SI SENTE RISPETTATO DAGLI OPERATORI SANITARI.
    L’88% HA AVUTO DIFFICOLTA’ A SPIEGARE I SINTOMI A MEDICI E INFERMIERI.
    IL 60% E’ CONVINTO CHE LE DONNE IN ITALIA SIANO CURATE PEGGIO DEGLI
    UOMINI

    Il Codacons ha presentato oggi a Roma una ricerca condotta in collaborazione con AGI nell’ambito del progetto “Sentinelle della salute”, volta a capire quale sia la percezione della salute da parte di stranieri ed immigrati che vivono nel nostro Paese.
    A 2700 cittadini di nazionalità straniera sono state poste una serie di domande relative alla conoscenza dei servizi sanitari italiani e modalità di approccio, al giudizio sul livello professionale delle strutture, alla percezione della tutela dei diritti e al rispetto per le proprie radici culturali.
    Dall’indagine – presentata presso l’Aula Magna dell’ospedale San Camillo Forlanini, gentilmente messa a disposizione dal DG Aldo Morrone – è emerso che il campione intervistato nella sua totalità è stato ricoverato almeno una volta da quando è in Italia; il ricovero nel 95% dei casi è stato presso una struttura pubblica e circa il 61% degli stranieri, se malato, preferisce rivolgersi ad una struttura sanitaria pubblica.
    Globalmente gli stranieri giudicano il livello di assistenza sanitaria del nostro Paese sufficiente-buono (circa l’83%) ma ritengono insufficiente il numero delle strutture presenti (circa il 61% del campione).
    Significativa appare la percentuale di stranieri che ha avuto difficoltà a spiegare i propri sintomi (circa 88%, di cui il 52% per problemi di lingua) e che non conosceva il consenso informato in quanto non riceve sufficienti spiegazioni (68%).
    Un dato indubbiamente importante è quello che vede il 60% degli stranieri convinto che le donne non siano ben tutelate e comunque lo siano in misura minore rispetto agli uomini.
    Se l’immigrato percepisce rispetto verso la sua diversità culturale dalle leggi che sono alla base del Sistema Sanitario Nazionale, questo non avviene invece per quanto riguarda i rapporti con il personale socio sanitario o con gli altri ammalati.
    Infatti secondo gli intervistati il rapporto con i vicini di letto italiani è stato di scortesia e indifferenza (circa il 71%); nel 73% dei casi gli stranieri non si sono sentiti trattati adeguatamente e rispettosamente dagli operatori sanitari.

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