24 Luglio 2015

SANITA’: CODACONS VINCE BATTAGLIA CONTRO ULSS 20 DI VERONA

    SANITA’: CODACONS VINCE BATTAGLIA CONTRO ULSS 20 DI VERONA

    TAR VENETO ACCERTA TITOLARITA’ DIRITTI DI UN SOFTWARE SULLE DIPENDENZE IN CAPO AI SUOI AUTORI E AL CODACONS

    ORA
    PESANTISSIMA AZIONE DI RESPONSABILITA’ CONTRO AZIENDA E DIRIGENTE
    BONAVINA. DOVRANNO RIFONDERE L’ASSOCIAZIONE E I RICERCATORI CON 100
    MILIONI DI EURO DA DESTINARE ALLA RICERCA

    Clamorosa decisione del Tar Veneto che, pronunciandosi sul ricorso del Codacons e di tre ricercatori (Giovanni Serpelloni, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco), ha dato pienamente ragione all’associazione e agli autori del programma.
    Il Tar, infatti, ha accertato che gli unici titolari del diritto d’autore relativo al software MFP sono i 3 ricercatori e il Codacons, cui è stato ceduto il progetto, e che l’associazione ha tutto il diritto di difendere il software in questione da abusi commessi da terzi, in particolare quelli attribuibili alla Ulss 20 e al suo Direttore Maria Giuseppina Bonavina.
    Scrive infatti la I sez. del Tar Veneto nella sentenza:
    “Va considerato che il D. Lgs. N. 30/2005, art. 65, ha stabilito che: “ (omissis) quando il rapporto di lavoro intercorre con una università o con la pubblica amministrazione avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca, il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti derivanti dall’invenzione brevettabile di cui è autore”. In merito, l’art. 4 del Dlgs 502/1992, aggiornato con Dlgs 517/93 ha puntualizzato che le Aziende Ospedaliere hanno, tra le funzioni istituzionali, compiti di “ricerca scientifica”. In base alla riferita normativa, i titolari del diritto hanno trasferito gratuitamente al Codacons l’impiego del ritrovato, ciò che legittima detto cessionario ad agire per la tutela dei diritti come sopra acquisiti”.
    Nella sentenza poi il giudice, come era ovvio e prevedibile, rinvia la causa al giudice ordinario come previsto da legge.
    Ora, grazie alla sentenza del Tar che riconosce pienamente e in modo inconfutabile le ragioni del Codacons e dei 3 ricercatori, si apre il fronte di una pesantissima azione di responsabilità nei confronti della Ulss 20 e del suo Direttore Bonavina, per gli enormi danni arrecati alla collettività, all’associazione dei consumatori e ai tre medici.
    Il Codacons, Giovani Serpelloni, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco, chiederanno infatti un totale di 100 milioni di euro a titolo di risarcimento danni, da destinare alla ricerca e all’uso gratuito del software di loro esclusiva proprietà in tutto il mondo. Una istanza sarà inoltre inviata domani al Presidente della Regione Veneto e al Ministero della salute, in cui si chiede la sospensione immediata da ogni incarico pubblico per la dott.ssa Bonavina, responsabile di danni all’erario, al Codacons e agli autori, per i quali la stessa, in concorso con la Ulss 20, sarà chiamata a rispondere anche dinanzi la Corte dei Conti.
    “Da oggi non sarà più possibile cedere a società private il software MFP, nato per tutelare la salute pubblica e non certo per dare avvio a speculazioni di varia natura – commenta il Codacons – La sentenza, inoltre, fa venire meno anche le responsabilità addebitate dalla Ulss 20 ai tre ricercatori attraverso assurdi provvedimenti disciplinari che, alla luce della decisione del Tar, vanno revocati con effetto immediato”.

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