14 Novembre 2010

SANITA’: CODACONS “PEGGIORA IN SICILIA, PRONTI A CLASS ACTION”

(AGI) – Roma, 14 nov. – Peggiora la situazione delle liste d’attesa sanitarie nelle nove province siciliane e il Codacons annuncia azioni legali per il risarcimento dei pazienti. Da un’indagine commissionata all’agenzia di marketing e statistiche Csc – riferisce il Codacons – risulta che il Cup non funziona e non garantisce le prenotazioni previste dalla legge. Per una mammografia – afferma il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – i tempi vanno da un minimo di 8 mesi a un massimo di 1 anno e 2 mesi dalla richiesta. "Spesso inoltre – continua Tanasi- gli operatori addetti alle prenotazioni delle visite non rispondono nemmeno al telefono e a Palermo e Agrigento � praticamente impossibile prenotare una qualunque visita specialistica attraverso il numero predisposto". Secondo il responsabile dell Csa, Sergio Consoli, e’ difficile non solo ottenere una visita, ma anche reperire su internet i numeri verdi dei CUP provinciali. Per Tanasi vi e’ "un inceppamento di tutto il sistema", perche’ "la gestione della sanit� non pu� essere valutata esclusivamente da un punto di vista economico". In confronto con le altre Regioni, la Sicilia risulta "ultima nella programmazione e gestione della spesa sanitaria sul territorio"; "la spesa pro-capite destinata alla specialistica del territorio � la pi� bassa dell?Italia; si fanno 2,6 visite per abitante contro una media Nazionale di 3,7 (cio� in Sicilia la Regione priva i cittadini di 5 milioni di viste l?anno)". Le prestazioni pubblico-privato erogate sul territorio appaiono in Sicilia le pi� basse d?Italia 11,6 pro-capite rispetto le 17,3 della Toscana.
   "Questi dati – sostiene il Codacons – se sommati al fatto che per legge le visite specialistiche dovrebbero essere gestite entro le 72 ore in casi urgenti e in un massimo di 30 giorni per visite di controllo non urgenti, ma che nella realt� dei fatti non si rispetta nemmeno l’ottimistica previsione degli stessi CUP di servire tutti entro 60 giorni, rendono il quadro della sanit� siciliana desolato e sempre pi� deprimente". Per questo l’avvocato Isabella Altana, responsabile ufficio legale penale del Codacons, ha chiarito che � gi� possibile presentare richiesta di rimborsi spese, quando i cittadini siano stati costretti a pagare dei privati per ricevere in tempi decenti delle prestazioni sanitarie previste anche dal servizio sanitario pubblico e risarcimenti danni quando le visite specialistiche siano state prenotate con ampio ritardo rispetto alle indicazioni della legge. Intenzione del Codacons e’ di chiedere indagini su eventuali responsabilit� penali di dirigenti e personale sanitario a vari livelli nella gestione del sistema delle prenotazioni, per poter poi intervenire con una class action. (AGI) com/ing

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