15 Settembre 2009

SANITA’: AMAMI, RIDICOLO MODULI CONSENSO INFORMATO TUTTI UGUALI

 (ASCA) – Roma, 15 set – ”Se il Codacons vuole moduli di consenso uniformi, AMAMI chiede che anche i pazienti siano uniformi! ”, questa la battuta provocatoria di Maurizio Maggiorotti, presidente di AMAMI – l’associazione dei medici accusati di malpractice ingiustamente, che conta 25mila associati – rispondendo alla richiesta del Codacons di uniformare i moduli per il consenso informato.  E continua: ”Siamo d’accordo con il Codacons, dobbiamo finirla con i pazienti diversi che presentano malattie differenti.  D’ora in poi i malati dovranno essere uguali e presentare gli stessi sintomi, precisamente tanti quanti saranno i moduli che il Codacons vorra’ autorizzare”.  Secondo Amami sembra che il Codacons, oltre a confonderlo con il trattamento dei dati riservati, ignori che il cosiddetto ”modulo di consenso informato” serve solo per dimostrare, in un eventuale giudizio, che il medico ha spiegato al paziente le finalita’ e i rischi di un certo trattamento. La firma del paziente non alleggerisce il sanitario da nessuna responsabilita’. ”Come si puo’ banalizzare il delicato rapporto di fiducia tra medico e paziente confondendo modelli per la privacy con il consenso che il paziente mostra affidando la propria vita nelle mani di un professionista?”, domanda Maggiorotti.  Peggio ancora sentire parlare di ”semplici esami diagnostici”, come si legge nell’esposto del Codacons al Garante della privacy. ”Gli esami semplici, come gli interventi semplici, non esistono. Lo sono tutti quando la diagnosi e’ facile, ma nessun esame o intervento si puo’ definire semplice aprioristicamente, potendo sempre nascondere tante difficolta”’, precisa Maggiorotti. ”Queste superficiali prese di posizione fanno solo del male ai pazienti, che, in realta’, hanno bisogno di riporre fiducia nel medico. Insinuare sospetti infondati non li aiuta certamente”.  E aggiunge: ”Se il Codacons vuole fare il bene dei pazienti sposi la legge ispirata da AMAMI che sta per essere presentata alle Camere.  Siamo pronti a lavorare insieme al Codacons, ma per risolvere problemi ben piu’ importanti del modello della privacy che affliggono i cittadini ammalati”.

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