9 Giugno 2016

Sanità negata per undici milioni: non si curano perché costa troppo

Sanità negata per undici milioni: non si curano perché costa troppo
liste d’ attesa e ticket spingono verso il privato rimane la «forbice» tra nord e sud del paese

ROMA. Il dato è allarmante: 11 milioni di italiani nel 2016, ben 2 milioni in più rispetto al 2012, hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche o sono ricorsi al privato per ovviare alle lunghe liste di attesa. A denunciarlo è una ricerca Censis-Rbm, presentata ieri a Roma in occasione del Welfare Day. Dunque, sempre più italiani, per motivi economici, rinunciano a curarsi ori mandano interventi e visite. E, tra delusione per la sanità pubblica, aumento dei ticket e lunghe liste d’ attesa, sfonda i 560 euro annui la spesa media che gli italiani pagano di tasca propria per la salute. Comprare prestazioni. «L’ uni Comprare prestazioni. «L’ uni verso della sanità negata tende a dilatarsi», tra «nuovi confini nell’ accesso al pubblico e obbligo, di fatto, di comprare prestazioni sanitarie», spiega la ricerca. Anche per questo, pur ammettendo di aver avuto prescritte prestazioni o esami inutili, la maggioranza degli italiani dice no al decreto taglia -esami (64%) e alle sanzioni ai medici (51%). Conseguenza del decreto, approvato pochi mesi tra molte polemiche, è infatti un aumento delle prestazioni a carico del cittadino. Dal 2013 al 2015 la spesa pro capite è passata infatti da 485 a 569 euro, mentre, nello stesso arco di tempo, la spesa sanitaria privata complessiva è salita a quota 34,5 miliardi di euro, con un incremento del 3,2%: il doppio dell’ aumento della spesa delle Il premier Renzi. «Non so valutare i numeri, certo esiste un’ emergenza economica perché non solo in Italia chi guadagna di più guadagna sempre di più. Ma noi stiamo intervenendo con misure come l’ eliminazione dell’ Imu oil piano per la povertà», il commento ai dati Censis sulla sanità. Il Codacons. «Dati vergognosi, non degni di un paese civile. La colpa non è solo della crisi. Le lunghissime liste d’ attesa portano gli utenti a rinunciare alle cure; peggiorano le condizioni di salute e di questo sono responsabili le istituzioni». famiglie per i consumi (+1,7%). Più sanità, quindi, solo per chi può pagarsela, secondo il rapporto. Sono 7,1 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso allevi site private interne agli ospedali nell’ ultimo anno, il 66,4% dei quali per evitare le lunghe liste d’ attesa. E 26 milioni di italiani si dicono propensi ad assicurazioni integrative. Il ministro della Salute. Pronta la replica del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «È un problema che abbiamo presente e trovare una soluzione per noi rappresenta una priorità. Deve essere chiaro a tutti che non si possono fare le nozze con i fichi secchi». Continua: «Il Sistema sanitario nazionale deve fare i conti con la grave crisi economica chele famiglie italiane stanno vivendo, e l’ indagine del Censis ci conferma la necessità di difendere l’ aumento previsto del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2017 e 2018, che intendiamo utilizzare per sbloccare il turn over e stabilizzare il personale sanitario precario, rifinanziare il Fondo per l’ epatite C, coprire i costi dei nuovi farmaci oncologici e garantire a tutti i cit tadini accesso gratuito alle cure». Ma il ministro individua al contempo una soluzione al problema, che passa, spiega, «da una profonda riorganizzazione del sistema delle liste di attesa, soprattutto in alcune regioni italiane». L’ obiettivo è quello di «uniformare l’ intero territorio nazionale su standard elevati». Le reazioni. Lo studio Censis ha suscitato anche la forte critica del segretario generaledel la Cgil Susanna Camusso, secondo la quale questi dati «sono la dimostrazione che aver progressivamente ridotto gli investimenti nel Ssn mette le persone in condizione di non curarsi. È la logica dei commissariamenti e dei tagli». E per il Movimento 5 Stelle «la frana del nostro sistema sanitario si è già trasformata in una valanga. Ad essere responsabili sono il ministro della Salute e tutto il governo». Critico pure il sindacato dei medici dirigenti Anaao, che denuncia come «il taglio dei fondi alla Sanità non si sia mai interrotto».Il Coda cons parla di «dati vergognosi per un paese civile». // ADM.
 

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