«Sanità lumaca rischio per la salute»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di LUCA SOLIANI «LA preoccupante questione delle infinite liste di attesa può essere risolta, ma deve esserci la volontà di farlo davvero». Ne è convinto Cesare Bruno, segretario provinciale Fials, che interviene sui tempi insostenibili per chi necessita di una visita specialistica o diagnostica. Si possono infatti aspettare anche 300 giorni (ospedale di Carpi) per una ‘Ecografia ostetrica e ginecologica’. Addirittura oltre un anno a Vignola per una mammografia. E la situazione cambia di poco se si considerano tante altre prestazioni sanitarie come visite senologiche, consulti diabetologici, elettrocardiogrammi Holter, gastroscopie. Particolarmente lunghi i tempi per tutte le Tac e le risonanze magnetiche. «Sia la salute che la prevenzione sono platealmente a rischio – l’ allarme di Bruno -: non tutti i cittadini hanno la possibilità economica di rivolgersi al privato per essere curati e controllati». Per tagliare le attese definisce allora «indispensabile» il controllo «quantitativo e qualitativo delle prescrizioni sanitarie». E, a tal proposito, vorrebbe un organismo di controllo super partes «in grado di verificare l’ operato dei medici, a partire da quelli di base». Il sindacalista solleva poi la questione ‘intramoenia’, le prestazioni cioè «erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale». «Le infinite liste vengono determinate dal numero di posti disponibili – entra nel dettaglio -: occorre dunque verificare attentamente quanti ne vengono messi a disposizione. Ci sono, ad esempio, medici che ne indicano solo tre ma poi in privato ne hanno dieci? Ricordo che un professionista può anche fare intramoenia ma la sua attività principale rimane quella nell’ ente pubblico. Si vada a vedere caso per caso se è davvero così». Capitolo ‘sprechi’. Il presidente Fials punta il dito contro le attrezzature costose: «Serve un attento calcolo tra costi e benefici. Non si possono comprare macchinari da diverse centinaia di migliaia di euro solo per accontentare l’ ego del luminare di turno». Bruno sposa poi la proposta lanciata da Fabio Galli, presidente regionale Codacons, di «ridurre gli stipendi a top manager e dirigenti. I soldi risparmiati possono essere utilizzati per incrementare le prestazioni». «Mi pare sia assolutamente necessario intervenire in quel senso – afferma -: oltre ai top manager vi è una pletora di dirigenti medici e amministrativi enorme. Anche tagliare solo il 10% significherebbe un enorme risparmio».
soliani luca
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