26 Settembre 2007

Sanità, la cdl litiga sui tagli

Palermo Dopo lo stop alla riduzione delle guardie mediche scoppia la protesta del 118.
Il leader di Fi: “Insistere sulla strada del rigore“
Sanità, la Cdl litiga sui tagli
Alfano avverte Lagalla: “Non cedere alle pressioni di Cuffaro“

I contorni dello scontro nella Cdl si delineano in modo chiaro alle 21, quando il coordinatore regionale di Forza Italia, Angelino Alfano, decide di dar sfogo alla sua insoddisfazione con una nota ufficiale. E il giorno dopo lo stop al taglio delle guardie mediche, invita l`assessore alla Sanità Roberto Lagalla “a non farsi convincere da Cuffaro“ e insistere sulla strada del risanamento. Proprio così. Il tecnico voluto in giunta da Fi e Udc si trova adesso tra due fuochi. Lui, Lagalla, lunedì aveva in un primo momento scelto la linea dura, la conferma della riduzione delle guardie mediche, salvo poi fare retromarcia in serata. E ieri Cuffaro, intervenendo per la prima volta sulla vicenda, ha detto chiaro e tondo che “non saranno disposte chiusure di guardie mediche indispensabili per il territorio. Ogni scelta sarà ponderata per evitare tagli penalizzanti per i comuni minori già disagiati“. La sospensione di due settimane per rivedere il provvedimento, sostiene il governatore, è stata decisa “insieme con l`assessore Lagalla“. Alfano non ci sta: “Noi sosteniamo Lagalla se lui è pronto a farsi sostenere. Se la sente? Noi siamo al suo fianco. Se invece proclama rigore e poi si fa convincere dall`Udc di Dina, Cuffaro e Antinoro, allora evitiamo di fare proclami e rinunciamo al piano di rientro“. Altro avvertimento agli alleati: “Se qualcuno vuole fare il buonista, noi siamo più buoni di tutti“. Dell`argomento, a ora di cena, Alfano e Lagalla parlano all`Ars con i deputati di Forza Italia. Raramente, sinora, il coordinatore regionale del partito di Berlusconi aveva usato parole così nette nei confronti di Cuffaro. è cominciato l`autunno caldo del governo regionale. Con una nuova protesta all`orizzonte: la insceneranno gli operatori del 118, che venerdì mattina faranno un sit-in davanti alla sede dell`assessorato alla Sanità per lamentare i tagli in arrivo anche in questo settore: il 30 per cento in meno ai cosiddetti “incentivi“, ovvero riduzioni da sette euro all`ora per gli anestesisti, 5 per gli infermieri. Prevista anche, a partire dal 2008, la soppressione di trenta ambulanze, con l`utilizzazione degli autisti-soccorritori nei pronto soccorso. La decisione è stata adottata dall`assemblea, che si è svolta nell`ospedale Cannizzaro del capoluogo etneo, dei 180 lavoratori del 118 presenti nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa. Che hanno comunicato ai prefetti, ai sindaci e ai direttori delle sale operative delle tre città che dal primo ottobre non saliranno sui mezzi di soccorso. Mettendo a confronto “il taglio della quota oraria per chi lavora nelle ambulanze e gli aumenti di stipendio decisi invece per i parlamentari dell`Ars“. L`adesione alla protesta è stata confermata anche dagli operatori di Palermo del comitato di base coordinato da Roberto Di Salvo e dal Codacons. Autunno caldo. Anche perché, costretto dai vincoli del piano di rientro, entro il 30 settembre Lagalla dovrà portare in giunta il taglio di 700 posti letto negli ospedali pubblici e un centinaia in quelli privati. I manager delle Asl hanno inviato in assessorato le loro proposte di riduzione: nella sola provincia di Palermo sono 98 i posti letto in meno: 30 a Palazzo Adriano, 15 all`Aiuto materno, gli altri fra Termini, Partinico e Corleone.

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