13 Ottobre 2011

Sanità Fvg, carrozzoni e semplificazioni

Sanità Fvg, carrozzoni e semplificazioni
 

 Dopo quanto riportato sui quotidiani sul discorso di Renzo Tondo in consiglio regionale vorrei esprimere alcune considerazioni personali. Ho apprezzato il rimando del Governatore a temi generali quali: il concetto di essere al servizio del cittadino, l’ importanza di razionalizzare la spesa pubblica col taglio dei privilegi di cui godono consiglieri e assessori regionali, l’ eliminazione di enti ben poco utili o il loro accorpamento, in un ottica di ripensamento della politica regionale. L’ attuazione pratica mi pare inizi in sordina e mi auguro di vedere qualcosa di più e di più razionale e globale in un futuro prossimo. Infatti se si decide una linea non è possibile procedere, come la perpetua di don Abbondio, a corsettine e fermatine. Ma comunque un inizio è un inizio. La Regione dovrebbe sfruttare al massimo le potenzialità del personale alle sue dipendenze, cercando di eliminare costosissime consulenze esterne. Per programmare il futuro in questa piccola regione è, a mio avviso, importante "vedere" la stessa come un unicum, ove ripensare la distribuzione dei servizi in base a un sistema strutturato a rete con accentramento di alcuni aspetti dei singoli servizi e decentramento di altri, con centri di piccolo e medio raggio, e avendo come fine primario il welfare della popolazione e una risposta forte alle esigenze comuni di salute, istruzione, cultura, educazione, formazione permanente anche come scambio esperienziale. In tale ottica si impone il favorire una riposta ai bisogni di una base allargata e la verifica della stessa anche attraverso il rapporto fattivo con le associazioni che rappresentano i cittadini, Cittadinanzattiva e Codacons, tanto per fare un esempio. Non sono assolutamente d’ accordo e non lo sono mai stata, invece, con la creazione di un’ azienda sanitaria unica, che si configura come un ingestibile carrozzone e con il mantenimento delle singole aziende ospedaliere, che, di fatto, non farebbe altro che rinfocolare guerre fra strutture e "orti e orticelli". Ritengo che le aziende ospedaliere siano da eliminare mentre si debbano mantenere 4 Ass ed è ripensando il servizio sanitario distribuito su una rete territoriale di poliambulatori e centri di primo intervento facenti capo a poli a medio raggio configurabili negli attuali ospedali, su cui dislocare le competenze onde evitare doppioni. Laura Matelda Puppini Tolmezzo.
 

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