21 Ottobre 2014

Sanità, cresce la qualità diminuiscono i ricoveri

Sanità, cresce la qualità diminuiscono i ricoveri

di Oronzo MARTUCCI Al crescere del volume delle prestazioni e degli interventi chirurgici cresce la qualità dei servizi erogati e diminuiscono in percentuale le complicazioni post operatorie e anche il numero dei decessi: è quanto emerge dallo studio denominato Pne (Programma nazionale esiti) condotto su tutte le strutture ospedaliere italiane dall’ Agenas (Agenzia nazionale sanitaria). Negli ultimi anni – da quando è stato istituito il Programma nazionale esiti, che mette a confronto le performance delle strutture sanitarie – si registra un aumento del numero degli interventi chirurgici effettuati nei tempi stabiliti dalle linee guida internazionali. Il caso più emblematico, che fotografa al meglio questo nuovo corso, è rappresentato dall’ intervento per ricomporre la frattura del femore: la proporzione di fratture di femore operata entro due giorni – come prevede la procedura medica corretta – è infatti passata dal 28,7% del 2008 al 45,7% del 2013. In Puglia nel 2011 il 22 per cento delle fratture al collo del femore veniva trattato entro 2 giorni, nel 2013 la percentuale è arrivata al 49 per cento circa, oltre la media nazionale. Insomma la situazione e migliorata, ma un pugliese su due deve aspettare più di 2 giorni per farsi ricoporre il collo del femore. L’ Agenas ci tiene a sottolineare che quella stilata con il programma Pne con è una pagella o una classifica delle strutture ospedaliere, ma «uno strumento a disposizione delle Regioni, delle aziende e degli operatori per il miglioramento delle performance». Sta di fatto che i risultati delle perfomance sono incoraggiati. Classifica o no, la radiografia dei tempi entro i quali vengono effettuati gli interventi o la misurazione della percentuale dei parti cesarei sul totale, o ancora la durata del ricovero nelle diverse specialità stanno facendo crescere l’ attenzione degli operatori per allinenarsi ai tempi indicati nelle linee guida internazionali. Anche per quanto riguarda RITARDI Il Codacons denuncia ritardi negli ospedali del Sud rispetto agli ospedali del Nord l’ intervento di angioplastica, necessario per ridurre la mortalità provocata da infarto acuto del miocardio- si registrano segnali incoraggianti. In media in Italia, la proporzione di infarti trattati entro due giorni è passata dal 27,9% del 2008 al 39,6% del 2013. In Puglia la media al 2013 è del 40 per cento. Lo studio dell’ Agenas fa emergere nuovamente il fenomeno dell’ alto numero di parti cesarei e dell’ esistenza di strutture ospedaliere dove vengono effettuati meno di 500 parti al l’ anno. Si tratta di strutture che secondo il ministero della salute e le linee guida internazionali sono a rischio. Nel piano di riordino ospedaliero che in questi giorni l’ assessore regionale alle Politiche della salute Donato Pentassuglia sta illustrando nei vari territori e che verrà adottato dalla giunta tra poche settimane prevede di Scorrano in provincia di Lecce. A Brindisi negli ultimi mesi è stato chiuso il punto nascita di Ostuni (dopo quello di Fa sano) che pure era stato tenuto in vita per due anni in attesa di trovare spazi per trasferire i posti letto a Francavilla Fontama Nel 2013 secondo Agenas i punti nascita che effettuavano meno di 500 parti l’ anno erano 133. In Puglia le strutture con meno di 500 posti pari all’ anno a fine 2013 erano 9. L’ accordo Stato Regioni sottoscritto nel 2010 prevedeva la chiusura delle maternità con meno di 500 parti. Anche il livello dei ricoveri inappropriati sta scendendo anno dopo anno , stando ai dati Agenas. I tassi di ospedalizza.
 

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