22 Maggio 2020

Sanificazioni a prezzi esagerati. Dal Codacons esposto in Procura

«Il settore delle sanificazioni rappresenta un vero e proprio Far west, dove si stanno verificando in questi giorni anche in Puglia speculazioni e truffe a danno sia di esercenti e attività, sia dei cittadini». A denunciarlo il Codacons, che presenta un esposto alle Procure della Repubblica di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto, Foggia e Lecce. «Come noto – è evidenziato in una nota – le nuove disposizioni sulla Fase 2 prevedono l’ obbligo di sanificazione per una moltitudine di ambienti, una situazione che ha generato il caos in tutta Italia, con prezzi folli richiesti a imprese, condomini e negozi vari, e tariffe che arrivano fino 25 euro al metro cubo a fronte di listini attorno a 1,5 euro al metro cubo del periodo pre-Covid spiega il Codacons . L’ obbligo di sanificazione ha poi moltiplicato il numero di aziende che si sono improvvisate specializzate nel campo, e che promuovono interventi di sanificazione pur non essendo dotate di alcuna autorizzazione in tal senso». «Vere e proprie truffe – denuncia il Codacons – che sfruttano l’ emergenza e i nuovi obblighi in capo ad esercenti e commercianti, e che realizzano manovre speculative a danno della collettività». Per tale motivo il Codacons ha presentato ieri un esposto alle Procure chiedendo di avviare una task force sul territorio regionale alla luce delle possibili manovre fraudolente e speculative nel settore delle sanificazioni e che realizzano i reati di frode in commercio, truffa aggravata, e pratiche commerciali ingannevoli e scorrette. Proprio per venire incontro alle esigenze di esercenti, negozi, imprese e condomini, il Codacons invita le aziende operanti in Puglia nel settore della sanificazione a siglare convenzioni con l’ associazione, volte a garantire correttezza e prezzi calmierati ed escludere dal mercato gli operatori scorretti. Già nel Lazio una prima ditta specializzata ha siglato in tal senso un accordo con il Codacons. «Tutte le imprese interessate – è specificato ancora nella nota – possono contattare l’ associazione per essere inserite in un apposito elenco pubblicato sul web. Intanto sempre il Codacons, l’ associazione che ha denunciato i rincari dei prezzi nella fase 2 in Italia, replica alla Fipe, che ha negato ieri gli aumenti dei listini nel settore del commercio al dettaglio. «Faremo avere alla Fipe il lungo elenco di segnalazioni giunte in questi giorni dai consumatori che denunciano in modo dettagliato i rincari riscontrati in occasione delle riaperture, a volte allegando anche foto e scontrini – afferma il presidente Carlo Rienzi in una nota -. Invitiamo la Federazione ad eseguire un monitoraggio sui propri aderenti per verificare i rincari e la loro portata, e ricordiamo agli esercenti che noi siamo dalla loro parte, perché capiamo le difficoltà attraversate dalla categoria, ma in nessun caso accetteremo che i maggiori costi a loro carico siano trasferiti sui consumatori, come stanno facendo alcuni esercizi, specie parrucchieri e centri estetici». «Al contrario – chiude Rienzi – invitiamo tutti i commercianti ad abbassare i prezzi, per invogliare i consumatori all’ acquisto in questa fase estremamente delicata per il paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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