1 Ottobre 2002

Sanatoria, avanti pianissimo

Sanatoria, avanti pianissimo

Solo 1.400 datori di lavoro hanno presentato la domanda

IMMIGRATI La nuova sede a piazzale Roma

VENEZIA. Sanatoria per badanti avanti piano. A venti giorni dall`inizio della restituzione dei moduli per la richiesta di regolarizzazione, imprenditori e famiglie si mostrano diffidenti. In queste prime settimane sono stati restituiti 1400 kit compilati, il 55 per cento riguarda lavoratori in nero mentre il restante 45 per cento colf e badanti. I moduli restituiti in Prefettura, fino ad ora, sono pochi rispetto ai kit ritirati per la regolarizzazione. In Prefettura spiegano come questo dipenda soprattutto dalla scarsa conoscenza della normativa da parte degli imprenditori. Molti titolari di aziende temono che lo Stato, quando si presentano a regolarizzare i dipendenti, sia severo con loro e pronto a sanzionarli, soprattutto nel caso in cui poi la sanatoria non risulti possibile. Questi timori si intuiscono anche dalle domande che più frequentemente vengono fatte agli operatori che si occupano della sanatoria.
Gli uffici. Intanto prosegue l`iter per trasferire l`Ufficio Territoriale di Governo da via Cappelletto a piazzale Roma, nell`ex sede dell`ufficio dell`Impiego. Trasferimento deciso per rendere più agevole l`afflusso ai numerosi anziani del centro storico che impiegano una badante per l`assistenza.
I contributi. Un contributo di 200 euro per la sanatoria e l`attribuzione di un ulteriore contributo di circa 150 euro mensili, a parziale copertura dei costi a favore delle famiglie di persone non autosufficienti che abbiano regolarizzato il rapporto di lavoro con l`assistente famigliare: è stato deciso dalla Regione, dopo il verbale d`intesa firmato dall`assessore regionale alle Politiche sociali, Antonio De Poli, e dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cisal. Intanto il sito Internet Infomondo.it mette in rete le traduzioni dei moduli per la messa in regola di colf, badanti e dei lavoratori in nero. Le istruzioni per la sanatoria sono disponibili in cinese, russo, inglese, portoghese e spagnolo, mentre per i lavoratori dipendenti in russo, inglese, cinese e francese. Le traduzioni sono scaricabili gratuitamente dal sito: www.infomondo.it.
La protesta. Le associazioni dei consumatori, nel frattempo, accusano le Poste Italiane di applicare «tariffe sproporzionate» rispetto al costo del servizio di ricezione dei kit per regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari immigrati senza permesso di soggiorno e, ritenendole «assolutamente ingiustificate», ne chiedono una modifica al più presto. Per la dichiarazione di emersione di colf e badanti, ricordano Adusbef, Codacons e Federconsumatori, si pagano 40 euro mentre è di 100 euro la tariffa per la dichiarazione di emersione dei lavoratori dipendenti. «Non si capisce per quale motivo» osservano le tre associazioni, «la ricezione della dichiarazione per i lavoratori dipendenti debba costare due volte e mezza quella per colf e badanti, nonostante per queste ultime sia previsto un documento in più, la certificazione dello stato di malattia o handicap del soggetto cui presta assistenza».

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