16 Giugno 2015

San Raffaele, rimborsi indebiti per 28 milioni: nove indagati

San Raffaele, rimborsi indebiti per 28 milioni: nove indagati
La
Procura di Milano contesta a nove professionisti dell’ospedale San
Raffaele di Milano una truffa da 28 milioni al servizio sanitario
nazionale per rimborsi indebiti su 4mila operazioni chirurgiche.
Indagati l’ad Nicola Bedin e Alberto Zangrillo, medico di Silvio
Berlusconi. La replica dell’ospedale: “Accuse insussistenti”

Una truffa al servizio sanitario nazionale da 28 milioni di euro per presunte irregolarità sui rimborsi per 4mila interventi chirurgici eseguiti tra il 2011 e il 2013: questa la contestazione della Procura di Milano nei confronti di 9 tra legali, dirigenti e primarie dell’ospedale San Raffaele di Milano, indagati a vario titolo per truffa aggravata a danno del servizio sanitario e falso. Tra i nove figurano anche Nicola Bedin, ad del gruppo, e Alberto Zangrillo, medico di Silvio Berlusconi. Indagati anche il primario di Urologia Francesco Montorsi, e l’ex primario dello stesso reparto Patrizio Rigatti, il primario di Chirurgia Vascolare Roberto Chiesa, il primario di Chirurgia Ottavio Alfieri e il primario di Chirurgia Toracica Piero Zannini.  Le indagini sono state condotte dal nucleo di Polizia tributaria di Milano. L’ospedale avrebbe “autocertificato il mantenimento dei requisiti richiesti per l’accesso al rimborso della prestazione sanitaria offerta, ottenendo indebiti rimborsi per oltre 28 milioni di euro”.

LA REPLICA: “ACCUSE INSUSSISTENTI”/ L’ospedale San Raffaele “contesta radicalmente le accuse che gli vengono avanzate perche’ assolutamente insussistenti sia in punto di fatto che relativamente alla disciplina amministrativa relativa all’accreditamento”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’istituto in relazione all’indagine della Procura di Milano per falso e truffa aggravata ai danni del sistema sanitario nazionale. “L’ospedale – si prosegue – tiene altresi’ a precisare che le prestazioni oggetto della contestazione sono state eseguite tutte, senza alcuna eccezione, a regola d’arte e secondo le migliori tecniche e i piu’ aggiornati protocolli internazionali”.  L’ospedale – si conclude – conferma la “piena fiducia nell’alta qualita’ professionale e nell’assoluta correttezza dell’operato dei propri primari e di tutti coloro che partecipano alle attivita’ cliniche dei propri dipartimenti”

IL CODACONS: “DANNO IMMENSO A COLLETTIVITA'”/ Il Codacons si costituira’ parte offesa per conto degli utenti della sanita’ italiana nel procedimento aperto dalla Procura di Milano. “Se le accuse mosse dalla Procura troveranno riscontro ci troveremmo di fronte a un danno immenso per la collettivita'”, spiega in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che aggiunge: “da anni infatti i cittadini sono colpiti dai tagli nel settore della sanita’, che riducono servizi e prestazioni nell’ottica di un contenimento di spesa. Una truffa a danno del Sistema sanitario nazionale cosi’ come ipotizzata dalla magistratura, avrebbe effetti diretti sugli utenti, perche’ distrarrebbe in modo illegittimo risorse destinate alla collettivita'”. Per questo motivo, il Codacons si costituira’ parte offesa nel procedimento, e chiedera’ un risarcimento nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili di reati a danno della sanita’ italiana.

CGIL: “FARE CHIAREZZA”/ “Apprendiamo della conclusione di una nuova inchiesta sull’Ospedale San Raffaele che ipotizzerebbe una truffa, a carico del Servizio Sanitario, pari a 28 mln di euro di indebiti rimborsi. Il periodo interessato riguarderebbe sia l’attuale che la precedente amministrazione. Chiediamo – dichiara Claudio Carotti Segretario della Fp Cgil Milano – che sia fatta al più presto chiarezza sulla vicenda che si innesta su una situazione nella quale i lavoratori del San Raffaele hanno già dovuto fare e continuano a fare consistenti sacrifici personali ed economici”. “Ancora una volta, qualora le ipotesi della procura fossero accertate – commenta il segretario generale della Fp Cgil di Milano Natale Cremonesi – si evidenzierebbe  che il sistema di finanziamento del Servizio Sanitario Lombardo, come denunciamo da anni, ha numerose falle che debbono al più presto essere corrette”.

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