28 Maggio 2021

San Cataldo, la via cambia nome: da Montante a Olivetti. Il sindaco: “Facciamo pulizia”

Vengono smontate le 14 tabelle che indicavano la via della zona industriale di San Cataldo, oggi amministrata dal Comune di Caltanissetta, intestata a Calogero Montante, nonno del celebre Antonello, ex presidente di Confindustria Sicilia condannato in primo grado a 14 anni per corruzione. “Vogliamo fare pulizia, fattiva e simbolica”, dice il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino, dopo aver annunciato lo scorso anno la cancellazione della via.
“Lo scorso anno siamo diventati proprietari delle strade come Comune di Caltanissetta – spiega Gambino – dopo tutto quello che è successo, la prima cosa che ho deciso di fare era smontare le tabelle che intitolavano una delle vie più importanti della nostra provincia, simbolo dell’industria a Calogero Montante, e intitolarla ad Adriano Olivetti, persona illuminata e con una grande etica, un imprenditore di primo livello”.
Non pensava di trovarsi di fronte a 14 tabelle il sindaco di Caltanissetta, che ha dovuto sbrigare tutte le pratiche burocratiche e poi attendere le autorizzazioni del Comune per modificare il nome alla strada che da San Cataldo porta a Serradifalco e intitolata al nonno di Antonello Montante, passato alla storia grazie al nipote come grande imprenditore nel campo delle biciclette in una “leggenda” scopertasi poi inventata e artatamente ingigantita dall’ex numero uno di Confindustria Sicilia, nella sua scalata al successo nazionale che lo ha portato a regalare biciclette “Montante” a scrittori, politici e giornalisti.
“Abbiamo atteso i tempi burocratici e quelli che sono serviti per cambiare 14 tabelle, adesso abbiamo fatto pulizia” – conclude Roberto Gambino. Intanto anche la città di Porto Empedocle, vuole scrollarsi di dosso le impronte di Antonello Montante: il Codacons Agrigento ha richiesto infatti la rimozione della bici “Montante” dal Palazzo comunale, in quanto “simbolo di malaffare” e regalo di una azienda mai esistita.

Il vicepresidente Codacons Agrigento, Giuseppe Di Rosa, ha scritto per questo motivo al prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa e al primo cittadino di Porto Empedocle, Ida Carmina, affinché venga rimossa la bici donata al Comune.

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