7 Settembre 2019

Samara Challenge: Codacons, “nuova moda configura reati da denunciare”

di Redazione – “Dilaga a Roma il ‘Samara challenge’, una moda idiota che non appare né divertente, né sensata, e che rischia di creare pericoli per la pubblica incolumità, oltre a richiedere spesso l’ intervento delle forze dell’ ordine”. A denunciarlo il Codacons sulla base di quanto sta accadendo in questi giorni a Roma e in molte altre città italiane, dove alcuni soggetti, emuli della ragazzina protagonista del film horror “The Ring” stanno seminando il terrore tra i cittadini. Samara Challenge, lo “scherzo” che semina terrore “In tutta la città si moltiplicano le segnalazioni, con avvistamenti in numerosi quartieri, da San Basilio a Tor Bella Monaca fino all’ Appio, passando per Centocelle, Casal Monastero e Vermicino – avvisa il Codacons – Persone dotate di scarsa intelligenza che girano travestiti come la protagonista del film ‘The Ring’, spaventando i passanti e provocando la rabbia dei residenti, che in alcuni casi hanno dato vita a vere e proprie retate che non si sono concluse in modo tragico solo grazie all’ intervento di Polizia e Carabinieri”. Questo con riferimento alla capitale, ma molte segnalazioni arrivano da tutta Italia. Samara Challenge: una moda che configura veri e propri reati Si tratta di una “moda” che, spiega il presidente Codacons Carlo Rienzi, “configura dei veri e propri reati e appare estremamente pericolosa. Si va dal procurato allarme – considerato che spesso queste apparizioni obbligano le forze dell’ ordine ad intervenire su richiesta dei cittadini spaventati – alla molestia e alla violenza privata , passando per il blocco stradale laddove si creino problemi di traffico a seguito degli avvistamenti”. Senza contare, prosegue Rienzi, che “chi gira travestito rischia di essere aggredito dai passanti e subire serie lesioni fisiche’. Da qui l’ invito alle forze dell’ ordine ad “identificare chi gira per la capitale travestito da Samara e denunciare i responsabili in Procura, affinché siano perseguiti penalmente per i danni e i pericoli anche potenziali prodotti alla collettività”.

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