26 Marzo 2019

Salvini più forte dopo il voto, nuove frizioni sulle banche

il m5s indica paragone per la presidenza della commissione. ma c’ è il veto alleato
Il centrodestra vince le elezioni anche in Basilicata, la Lega triplica i voti e il M5S li dimezza. Il Pd, pur sconfitto, guadagna qualche posizione. Ma il risultato complica sempre più la partita di governo anche se Salvini si affretta a dire che non ci saranno ripercussioni «non metterò all’ incasso il voto, il mio orizzonte è 4 anni». D’ accordo sulla stabilità dell’ esecutivo, Di Maio e Salvini continuano però a punzecchiarsi. L’ ennesima occasione per tenere alta la tensione in un clima ormai preelettorale – sulla Tav, come sulle autonomie, passando per le infrastrutture – che proseguirà sino alle europee del 26 maggio. Tanto che Di Maio chiede «rispetto e un chiarimento». Pressing su Tria Intanto, prosegue e sale di tono il pressing dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sul ministro dell’ economia Giovanni Tria per firmare il decreto sui rimborsi ai risparmiatori delle banche colpiti dalla crisi. Un intervento per il quale la legge di bilancio aveva stanziato 1,5 miliardi ma che necessita di una norma di attuazione ministeriale, slittata più volte a causa di ritocchi per non incappare nella sanzione Ue. Sul tappeto c’ è anche l’ avvio dei lavori della commissione d’ indagine sulle banche con la nomina del presidente, un ruolo per il quale il M5s vuole Gianluigi Paragone, meno gradito agli altri partner di governo. «Il Movimento – ha tuonato Di Maio considera inaccettabile il veto su Gianluigi Paragone alla guida della Commissione d’ inchiesta sulle banche». Decreto in arrivo Il primo nodo rimane quello dei rimborsi ai risparmiatori. In Estremo Oriente per un giro fra gli investitori Tria dovrebbe comunque firmare il decreto dopo il suo rientro in Italia giovedì. Il testo infatti soddisfa i paletti e le richieste di chiarimento arrivate dalla Ue che voleva evitare un aggiramento delle norme sul bail in, dicendosi d’ accordo al rimborso in caso di «mis selling» ovvero vendita scorretta ma ponendo la condizione di ac certarlo. Con la Commissione Ue quindi, verso la quale l’ Italia ha registrato un successo (benché non si sappia ancora se arriverà il ricorso) nella decisione sull’ intervento del Fitd, le incomprensioni sono state superate. Anche il sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa, ha assicurato che il decreto arriverà nei prossimi giorni, essendosi svolto il dialogo con Bruxelles, sarà esteso alle 4 banche azzerate e saranno sciolti anche i dettagli sull’ uso della Consap per erogare i rimborsi. Il ritardo nell’ emanazione del decreto di attuazione stava provocando malumori sempre più evidenti fra le associazioni dei risparmiatori e un imbarazzo nelle file della maggioranza che temeva un nuovo caso di «promessa non mantenuta» come quello del Tap o dell’ Ilva. Il tema banche è stato infatti uno dei cavalli di battaglia dell’ opposizione nella scorsa campagna elettorale e proprio la risoluzione delle 4 banche, il caso Mps e poi la liquidazione delle venete, a detta di molti, ha provocato lo smottamento del Pd nelle regioni dove insistevano gli istituti di credito. Ira dei consumatori Per il Codacons tuttavia anche ora si sta svolgendo «un ignobile teatrino a danno dei consumatori»: secondo l’ associazione solo per le banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto banca) e per i 4 istituti sottoposti a risoluzione (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti) il danno complessivo subito dai risparmiatori supera quo.

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