25 Giugno 2019

Salvini contro il rettore: «Non tolleri l’ illegalità»

il vicepremier leghista accusa i vertici dell’ istituto. i pm capitolini hanno aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo
sarina biraghi«Perché il rettore della Sapienza tollera l’ illegalità e non fa nulla?». Picchia duro il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, all’ indomani della morte di Francesco Ginese, il ventiseienne che si è ferito mortalmente all’ aorta femorale nel tentativo di scavalcare il muro di cinta dell’ università capitolina per partecipare ad una festa non autorizzata, nella notte tra venerdì e sabato scorsi. «La responsabilità di questa morte», ha aggiunto il vicepremier leghista, «è anche di chi permette queste illegalità da troppo tempo, tra occupazioni di aule e feste non autorizzate con uso e abuso di alcolici e altre sostanze. Comunque è inaccettabile morire per un concerto illegale dentro un ateneo pubblico». Per Azione universitaria la colpa è dei collettivi, poiché il rettore aveva negato l’ autorizzazione e pare avesse presentato una decina di denunce contro i rave abusivi caratterizzati da fiumi di birra e musica a palla (per la «gioia» del quartiere).Intanto la Procura di Roma indaga per omicidio colposo contro ignoti. Il pm Stefano Rocco Fava, titolare dell’ indagine, ha ricevuto una prima informativa della polizia e ha disposto l’ autopsia sul corpo del giovane originario di Foggia.Una seconda informativa verrà ultimata a giorni dalla Digos e riguarderà il party abusivo organizzato tra le mura dell’ ateneo. Gli investigatori in queste ore stanno analizzando le immagini della serata. Al vaglio ci sono sia la posizione degli organizzatori della botte bianca alla Sapienza, sia chi ha la giurisdizione sugli spazi dell’ università. Nell’ informativa ai pm rientrano anche le risultanze dell’ indagine di monitoraggio e osservazione effettuata la notte stessa dagli agenti della polizia.Come hanno scritto su Facebook i promotori dell’ evento, Ginese è stato subito soccorso e trasportato al Policlinico Umberto I, dove è stato operato d’ urgenza sabato pomeriggio rimanendo in prognosi riservata fino a domenica, quando è stato annunciato il suo decesso. E gli organizzatori di «Sapienza porto aperto» con un post online hanno precisato che per il rave party – o notte bianca – «non vi era alcun ticket d’ ingresso, ma una semplice offerta libera. Il cancello di piazzale Aldo Moro era aperto. Inoltre non è stato un rave, piuttosto un’ iniziativa artistico-culturale articolata in dibattiti sull’ attualità, sport, musica, danze, live painting, ideata per vivere la città universitaria in modo diverso dal solito». Un esposto in Procura è stato presentato anche dal Codacons affinché siano accertate le responsabilità: «Si tratta di una morte annunciata», ha detto il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, «perché party abusivi organizzati senza autorizzazioni e senza il rispetto delle norme di settore mettono a grave rischio l’ incolumità dei partecipanti. Bisogna accertare le responsabilità dei vertici dell’ ateneo, a partire dal rettore, e delle stesse forze dell’ ordine che sarebbero state più volte avvisate circa le feste illegali nella città universitaria».

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