4 aprile 2018

«Salvare le popolari è costato 662 euro a famiglia»

LA SENTENZA VENEZIA Nel giorno in cui Eurostat certifica il peso del salvataggio delle ex Popolari sia sul deficit che sul debito italiani, un’ altra sentenza torna a deludere le aspettative di Barents Reinsurance, già contrariato per la vendita di Bim ad Attestor. Ieri il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del gruppo lussemburghese contro il ministero dell’ Economia, la Banca d’ Italia e la Consob, oltre che nei confronti di Lazard, l’ advisor che aveva seguito proprio la cessione del controllo di Banca Intermobiliare a Trinity, veicolo del fondo britannico, da parte dei liquidatori di Veneto Banca. LA DISMISSIONE Dopo il tracollo dell’ istituto di Montebelluna, in capo alla liquidazione coatta amministrativa era rimasta la dismissione della partecipazione in Bim. I commissari Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola si erano così affidati alla consulenza di Lazard, finché era stata scelta la proposta di Attestor-Trinity: 24 milioni di euro, più correttivi di prezzo a tre anni, per il 71,41% del capitale. Barents aveva ritenuto di essere stato immotivatamente escluso dalla selezione, sostenendo che quest’ ultima sarebbe dovuta essere «aperta, concorrenziale, non discriminatoria dell’ offerta d’ acquisto», considerato l’ intervento di soldi pubblici nel salvataggio. Per questo il gruppo lussemburghese aveva presentato due ricorsi, l’ uno per impugnare la procedura di vendita e l’ altro per contestare il diniego opposto dalle autorità alla visione dei relativi atti. I DOCUMENTI Il primo filone si era già concluso, dapprima al Tar del Lazio e poi al Consiglio di Stato, con la dichiarazione di incompetenza del giudice amministrativo. Ora il Tribunale si è espresso anche sulla questione dei documenti, rigettando le pretese rispetto al ministero, a Bankitalia e alla Consob e definendo inammissibile quella riguardante Lazard. Le motivazioni: le autorità di vigilanza non hanno preso parte alla cessione e dunque non dispongono delle relative carte, mentre l’ advisor non è una pubblica amministrazione e quindi non è tenuto a mostrarle. EUROSTAT Intanto ieri Eurostat ha confermato che l’ impatto delle operazioni Veneto Banca e Popolare di Vicenza è stato di 4,7 miliardi sul deficit (pari all’ intervento di cassa a favore di Intesa Sanpaolo) e di 11,2 miliardi sul debito (includendo le garanzie). «È una vergogna che ancora una volta il governo abbia messo le mani in tasca agli italiani per salvare le banche ridotte al fallimento da una mala-gestione», ha sottolineato Carlo Rienzi, presidente di Codacons, secondo cui «il costo totale dell’ operazione sarà pari a 662 euro per ogni famiglia italiana». Angela Pederiva © RIPRODUZIONE RISERVATA.