12 Ottobre 2020

SALVARE DAL PREGIUDIZIO IL «SOLDATO CHIARA»

Nel decennale della nascita del suo… regno, cioè Instagram, bisogna pur dare a Chiara Ferragni ciò che è di Chiara Ferragni. La quale, prima ancora che la più potente influencer italiana del social medium dell’ immagine (ospitò la prima foto, un cagnolino!, il 18 luglio 2010 e il 6 ottobre lanciò l’ app che ha un miliardo di utenti) è un fenomeno personale&imprenditoriale senza eguali. Una giovane donna che da Cremona dov’ è nata il 7 maggio 1987, ha dal 2009 quando varò il sito theblondesalad.com con l’ allora fidanzato&socio Riccardo Pozzoli raggiunto via -web il mondo. E nell’ ultimo biennio s’ è sposata con il cantante Fedez, ha messo al mondo un figlio e ora annuncia l’ attesa del secondo; una che, intendo, oltre ad avere successo, s’ è presa qualche significativa e apprezzabile responsabilità umana. Certo, Chiara è giovane, bella, brava nel suo particolare ma modernamente funzionale lavoro, e ricca: son tante le cose che deve farsi… perdonare. Ma – per quanto noto – è una self-made woman che negli Usa porterebbero a esempio. Invece da noi – ex impero di storia&cultura, ma autolesionistica provincia per miseria d’ orizzonti per giovani son parecchi a non digerirla, fra snobismo, pulsioni da haters, puzza sotto il naso o invidia. A poco vale che la sua video -biografia «Unposted» di Elisa Amoruso, ammessa nel 2019 alla Mostra di Venezia e ora annunciata in prima serata stasera su Raidue, sia il documentario più visto del cinema italiano: 160mila spettatori e 1,6 milioni d’ incassi nei soli tre giorni di programmazione prima dello streaming su Amazon Video. Né che il Comune di Venezia l’ abbia da poco premiata come testimonial delle bellezze d’ Italia; ruolo che già l’ aveva vista ingaggiata dagli Uffizi (con polemica dietrologica: «ma come, la Ferragni per la cultura?») per una visita che nel week end successivo trainò un +24 per cento di ingressi (e +27 per cento di giovani). Chiara c’ è, insomma, e si fa notare, piaccia o no. Non senza guai: il 30 settembre era su Vanity Fair in un’ immagine (in fotomontaggio) che echeggia la «Madonna col bambino» del quadro di Giovan Battista Salvi e le è costata un esposto dal Codacons per blasfemia(!): roba da integralismo d’ altre latitudini… In realtà è stata un’ idea dell’ internazionalmente stimato artista bresciano Francesco Vezzoli, curatore di quel numero speciale di VF su «Le donne italiane». Fra cui non poteva non esserci lei, coi suoi 21,2 milioni di followers e 13.500 post su Instagram; oltre ai 996 mila follower del sito d’ esordio The Blonde Salad. Nei giorni scorsi la rivista di settore dell’ informazione primaonline.it ha pubblicato la Top Influencer Italiani (dati Sensemakers/Shareablee): Chiara è prima con 61,6 milioni d’ interazioni fra like, commenti e condivisioni, davanti al trio comico Autogol, a Fedez, a Gianluca Vacchi, a Diletta Leotta. A Vanity Fair ha dichiarato: «La mia vita non è perfetta. Nessuna lo è. I social, in questo, sono davvero pericolosi, soprattutto per i ragazzi e gli adolescenti, perché ti mostrano sempre un contesto apparentemente migliore del tuo»; e ha chiarito «la gente pensa ancora che io non lavori, che sia tutto rose e fiori, regali e foto scattate con uno smartphone. Ma dietro di me ci sono tante persone, tanti giovani, tanti progetti, tantissimo impegno. Me lo sono inventato il mio lavoro. Ho creato una professione che non esisteva». Certo, siamo nel campo del superfluo, del marketing, dell’ edonismo, dell’ immagine che domina il tutto. Ma è la modernità. E la Ferragni, già pioniera dell’ essere influencer in Italia, è ora icona promozionale appetita ovunque. E non essendosi proposta di scoprire il vaccino anti-Covid (ma con Fedez ha raccolto e donato tre milioni al San Raffaele di Milano), né di scrivere il Grande Romanzo Italiano post -Manzoni, credo le vada dato atto di saper fare, e bene, ciò che sa fare. Secondo linkiesta.it le sue tre aziende fatturano 18 milioni, ma il brand è lei: pochi mesi fa, italianuzza senza appoggi d’ apparato, era al 65ma nell’ internazionale Instagram Rich List 2020 di Forbes che stimava un suo post 59.700$ (52 mila Euro). E allora salvate il soldato… Ferragni dal pregiudizio. Poiché, come ammoniva lo scrittore Michail Bulgakov, «i fatti sono la cosa più ostinata al mondo».

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