9 Dicembre 2015

Salva-banche, Codacons: cittadini non sono stati informati dei rischi

Salva-banche, Codacons: cittadini non sono stati informati dei rischi

I cittadini non hanno ricevuto informazioni adeguate sul rischio degli investimenti e questo potrebbe essere la leva della vittoria di future cause contro le quattro banche salvate dal Governo, mentre decine di migliaia di piccoli investitori hanno visto azzerare i loro risparmi: è quanto afferma il Codacons, che fra l’altro contesta qualsiasi possibilità che dall’Esecutivo arrivi un rimborso parziale degli investimenti. Nel frattempo ieri il ministro dell’Economia ha parlato di “misure di tipo umanitario” per venire incontro alle esigenze dei risparmiatori più deboli.

banca etruriaSotto i riflettori continuano a esserci le conseguenze dell’operazione di salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, con la mobilitazione dei risparmiatori che hanno perso i loro soldi e delle associazioni dei consumatori che si stanno adoperando per arrivare a una soluzione. “Stiamo studiando delle misure di tipo umanitario che vanno incontro alle necessità delle fasce più deboli di risparmiatori”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, precisando che “non è un rimborso dei costi sostenuti, ma un’operazione che ha natura umanitaria che riconosce il fatto che una parte della popolazione si trova in una situazione di bisogno perché improvvisamente, per ragioni da esplorare, si trova ad aver fatto scelte sbagliate. Di conseguenza riteniamo che queste non hanno nulla a che fare con operazioni di risoluzione che abbiamo messo in pratica”.

Nel frattempo le segnalazioni arrivate da parte dei risparmiatori e dei piccoli investitori di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife “dimostrano inequivocabilmente come i cittadini non abbiano ricevuto adeguate informazioni sui rischi degli investimenti, al momento dell’acquisto di azioni e obbligazioni subordinate”, dice il Codacons, che sta studiano la documentazione inviata. L’associazione sottolinea che è stata proprio la mancanza di adeguate informazioni sul rischio degli investimenti a portare negli ultimi anni alla vittoria di molte cause intentate davanti ai Tribunali di tutta Italia, con le banche condannate a rimborsare gli investitori di Bond Argentina o titoli Lehman Brothers.“Nel 70% dei casi le banche hanno preferito la transazione, ovvero il raggiungimento di un accordo con il risparmiatore – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – I numeri, relativamente a questo genere di controversie, sono chiari: nell’ 80% dei casi si raggiungono accordi transattivi entro 12 mesi dall’ attivazione della causa; per il restante 20%, invece, le sentenze favorevoli rappresentano circa il 93% del totale”.

Allo stesso tempo, l’associazione rifiuta qualunque ipotesi di un rimborso parziale che viene considerato una “elemosina”. “Qualsiasi provvedimento del Governo che introduca un rimborso parziale di azioni e obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife, sarà impugnato dal Codacons nelle competenti sedi al fine di ottenerne l’annullamento”, ha annunciato già l’associazione, pronta a rivolgersi al Tar del Lazio e ad arrivare fino alla Corte Costituzionale. Sostiene Rienzi: “Non accetteremo nessuna elemosina dal Premier Renzi e le briciole annunciate in favore degli investitori traditi saranno rispedite al mittente. Siamo infatti pronti ad impugnare al Tar del Lazio qualsiasi provvedimento del Governo che preveda rimborsi parziali di azioni e obbligazioni subordinate. Il nostro obiettivo è di arrivare dinanzi la Corte Costituzionale e dimostrare come eventuali misure di indennizzo non integrale dei titoli siano discriminatorie e incostituzionali e, in quanto tali, debbano essere bocciate dalla Consulta”.

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