Salva banche, protesta risparmiatori a Montecitorio. Codacons: “Governo studia indennizzo per bloccare azioni legali”
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- IlFattoQuotidiano.it
Circa 200 piccoli azionisti e obbligazionisti Banca Marche , Etruria , Carife e CariChieti , finiti sul lastrico a causa del decreto varato il 22 novembre , hanno manifestato contro il governo in piazza Montecitorio. In mano cartelli con la scritta “Politici servi delle banche”, “Ridateci tutti i nostri soldi”, “Risparmiatori unitevi” e ‘Elezioni subito!’. Alla Camera, in commissione Bilancio, è intanto iniziato il voto sugli emendamenti alla legge di Stabilità . In quella sede l’ esecutivo intende, come ha anticipato sabato Matteo Renzi , presentare una proposta mirata a “dare qualche forma di sollievo a un particolare tipo di obbligazionisti”. Un intervento che comunque si preannuncia limitato e che le associazioni consumatori già bollano come ” indennizzo-elemosina “. Il Codacons invita a “non firmare alcuna carta contenente la rinuncia ad eventuali azioni legali”. “Il governo intende valutare le proposte di maggioranza e opposizione e sviluppare una iniziativa a favore della componente dei risparmiatori più deboli”, si è limitato a dire durante la seduta della Bilancio il viceministro dell’ Economia Enrico Morando . Le opzioni sul tavolo per rimborsare in modo parziale i 788 milioni persi dagli obbligazionisti subordinati – il 30% dei quali era nel portafoglio di piccoli risparmiatori – restano un fondo di solidarietà o un credito di imposta. Ma l’ ammontare del fondo si è già ridotto rispetto a quanto previsto dal subemendamento presentato dal Pd venerdì: si parla di 100 milioni e non più 120. Una parte, almeno 40, verrebbe messa dallo Stato, il resto dal sistema bancario. Bruxelles permettendo, visto che la Commissione Ue potrebbe porre il veto all’ uso di soldi pubblici per risarcire un ristretto gruppo di clienti delle quattro banche a cui è stato applicato il meccanismo di risoluzione concordato con le autorità europee. Quanto al credito di imposta, il ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan ha chiuso la porta a quello del 26% sull’ Irpef proposto dal sottosegretario all’ Economia, Enrico Zanetti , per compensare in parte le minusvalenze subite. Ma, come evidenziato da Plus 24 , senza interventi i risparmiatori rischiano una beffa fiscale non da poco: saranno infatti chiamati a pagare l’ imposta di bollo dello 0,2% sul valore nominale dei titoli azzerati. I Cinque Stelle, che hanno partecipato al sit-in davanti al Montecitorio, hanno dal canto loro presentato una proposta alternativa che consiste in “un prestito e un’ iniezione di liquidità alla banca da parte del Tesoro” e poi il “commissariamento dello Stato che dà l’ avvio alla ristrutturazione”. Il sostegno pubblico, secondo le intenzioni dei grillini, non sarebbe a perdere: “Frutta all’ erario e ai cittadini un interesse al 3%. Alla scadenza del prestito il ministero valuta se la banca è in grado di restituirlo. In caso contrario, lo Stato diventa azionista della banca stessa”. In alternativa, propongono i pentastellati, potrebbe intervenire “il Fondo interbancario di tutela dei depositi”. Intanto il Codacons fa appello “a tutti i risparmiatori coinvolti nel salvataggio delle quattro banche” perché non firmino “alcuna carta contenente la rinuncia ad eventuali azioni legali. Il nostro timore è che il governo Renzi stia studiando un indennizzo-elemosina per gli investitori, al solo scopo di bloccare sul nascere le doverose azioni risarcitorie da parte dei risparmiatori”. L’ associazione riferisce di aver registrato oltre 2mila adesioni fra i risparmiatori per un’ azione legale per il rimborso dei soldi investiti nei bond subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife. “Le misure annunciate dal Premier Renzi sono inaccettabili, perché prevedono solo briciole di rimborso per azionisti e obbligazionisti. Il nostro invito quindi è a chiedere il rimborso integrale dei soldi investiti”.
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