2 Marzo 2007

Saluzzo, 56 alla sbarra per la “truffa“ sul latte

Saluzzo, 56 alla sbarra per la “truffa“ sul latte
Coldiretti, Regione, Europa e Consumatori parti lese

SALUZZO Alla prima udienza, il 7 febbraio, chiesero di trasferire il processo per “legittimo sospetto“ sull¹imparzialità della corte. Ieri, i Cobas del latte – 56 alla sbarra in tribunale a Saluzzo nel primo maxi-processo del settore – hanno presentato istanza di ricusazione del giudice dell`udienza preliminare Alberto Boetti perché nell`ordinanza di accoglimento delle parti civili, letta in aula, il magistrato avrebbe espresso un giudizio di merito sulla colpevolezza degli indagati. Schermaglie legali che hanno portato a far slittare i tempi del procedimento. In merito alla ricusazione dovrà pronunciarsi la Corte d`appello di Torino, in attesa che da Roma la Cassazione stabilisca quale dovrà essere la sede del processo. Ammesso che il prossimo 9 maggio ­ data a cui è stata rinviata l¹udienza – Boetti decida di rinviare a giudizio gli allevatori inquisiti. In questo caso, al dibattimento potranno prendere parte le 11 organizzazioni agricole, istituzioni e associazioni che si erano costituite parte civile. Fra queste: Codacons, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, PiemonteLatte, Confcooperative, Associazione regionale Produttori latte del Piemonte. Il giudice ha considerato il “danno d¹immagine“ prodotto dalla querelle giudiziaria nei confronti degli allevatori “onesti“. E ha riconosciuto che i fatti contestati dalla Procura possono aver danneggiato quella parte del settore lattiero-caseario che ha agito nel rispetto della legalità. E i consumatori: “Per l`esigenza di trasparenza e correttezza e per i danni indirettamente causati dalla mancata disponibilità del prelievo supplementare per l`erario“. Sono state accolte come parti lese anche Regione, Comunità Europea, il ministero delle Politiche agricole e forestali e l`Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura. E` stata invece esclusa la Federazione provinciale Coltivatori diretti di Torino. L`udienza di ieri (7 ore) ha subito diverse interruzioni, necessarie ai difensori per esaminare l`ordinanza di Boetti e presentare controdeduzioni. Il pm Ascione ha chiesto di specificare meglio alcuni aspetti del capo d`imputazione contestando ai Cobas altri episodi, come l`utilizzo di false fatture emesse da due cooperative nei confronti di una terza, risalenti al 2000 la cui emissione era già stata oggetto di controlli in precedenza. L`inchiesta viene estesa ad altri due anni, dal `98 fino al 30 novembre 2006 per un presunto raggiro a 221 milioni di euro. Fra i reati contestati: l`associazione a delinquere finalizzata alle truffe ai danni dello Stato e dell`Unione europea, esercizio abusivo del credito, falso in bilancio e in scritture contabili.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this