1 Maggio 2013

Salute, per 7 ricette su 10 niente ticket in un anno visite ed esami calati del 18%

Salute, per 7 ricette su 10 niente ticket in un anno visite ed esami calati del 18%

 

LO STUDIO ROMA Prendiamo dieci ricette: per sette il paziente non paga il ticket. Perché ha un reddito basso o perché ha una malattia cronica che gli permette di non dover versare la tassa su medicine e visite. Questa è la situazione a fronte di un esercito di cittadini che nel 2012 ha sborsato 4,5 miliardi di euro per farmaci ed esami. Sarà la crisi, sarà la capacità a frodare fatto sta che le ricette esenti dal ticket sono in forte aumento. Risultato: nel 2012 le visite e gli esami sono calati del 18%. LA TASSA In un anno, dal 2011 al 2012, queste sono passate da circa 64milioni a poco meno di 67milioni secondo l’ analisi di Adnkronos salute su uno studio del ministero della salute. Nel 2011 sul 66% delle ricette per esami, visite specialistiche, analisi di laboratorio, lastre e risonanze non è stato versato il dovuto per il ticket. Il calo tocca tutte le regioni. Con Emilia Romagna, Liguria e Marche in testa, dal 15 al 20% circa. Una delle cause più importanti di questo cambiamento si deve proprio all’ aumento della tassa. Nel Lazio, per esempio, le prestazioni specialistiche destinate a pazienti non esenti sono diminuite del 30%. LE PRESCRIZIONI Quello che balza agli occhi nel documento del ministero è che circa la metà delle prescrizioni “no ticket” è legata all’ esenzione per reddito. Nel Lazio su 14,7 milioni di ricette senza ticket circa 6,6 milioni lo sono per reddito. In Calabria ben 2,5 milioni su 4,3 milioni. L’ analisi del ministero prende in esame anche le altre tipologie di esenzione: malattia, invalidi per condizione (ciechi e sordomuti), infortunati sul lavoro, quelli affetti da patologie professionali, donne in gravidanza, i detenuti ed altre categorie. Proprio ieri la Toscana ha deciso che i cassintegrati e in mobilità con i loro familiari continueranno ad aver diritto all’ esenzione come i lavoratori rimasti disoccupati a seguito della chiusura delle aziende. «Va comunque detto – è il commento di Cittadinanzattiva – che pagano di più quelli che già pagano le tasse e i costi della crisi. Tutto ciò è inaccettabile oltre che insostenibile. Il ticket, che non dovrà essere aumentato da gennaio 2014 come previsto, è solo una parte del fardello di costi che le famiglie stanno già affrontando». ANALISI INUTILI Per il Codacons i medici prescrivono troppi esami inutili. «E’ la medicina difensiva che spinge i camici bianchi a prescrivere visite ed analisi specialistiche in eccesso – attacca Carlo Rienzi presidente del Codacons – così spesso i cittadini finiscono col pagare ticket per esami inutili. Sarebbe necessaria una campagna di educazione come quella fatta già fatta contro l’ abuso degli antibiotici. Va inoltre combattuta l’ evasione fiscale che produce i finti poveri». S.I. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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