4 Settembre 2013

SALUTE: MORTA A REGGIO EMILIA 82ENNE POSITIVA A WEST NILE

SALUTE: MORTA A REGGIO EMILIA 82ENNE POSITIVA A WEST NILE

CODACONS: NOTIZIA PASSATA SOTTO SILENZIO

I COMUNI HANNO SMESSO DI DISINFESTARE PER RISPARMIARE SOLDI

E’ passata sotto silenzio la grave notizia di ieri della morte, a Reggio Emilia di una donna di 82 anni che, punta da una zanzara, è morta per essere stata infettata dal  virus West Nile. Il fatto che la paziente fosse anziana e soffrisse di una sindrome immunodepressiva non toglie nulla alla gravità del fatto. Specie perché sono già 7 i casi di positività rilevati in Emilia-Romagna.
In Italia, insomma, come nel Terzo Mondo, si può ancora morire di zanzare. Del tutto insufficienti le misure finora adottate. Nonostante, infatti, il Ministero della Salute sia stato prodigo di circolari, note, decreti, provvedimenti ed ordinanze e ne abbia emanate decine aventi per argomento il piano di sorveglianza nazionale per la encefalomielite di tipo West Nile, la copiosa produzione, iniziata fin dal 2002,  non solo non ha portato ad un miglioramento della situazione ma il virus del Nilo occidentale ha finito per passare dagli equini agli esseri umani, uccidendoli.
Per il Codacons il vero problema è che, in assenza di un serio controllo da parte delle regioni, i comuni e le Asl, per risparmiare soldi, hanno smesso di contrastare la proliferazioni delle zanzare, come sanno tutti gli italiani che questa estate sono stati tormentati da questi insetti.
Le disinfestazioni, infatti, sono fatte ormai  in modo saltuario, spesso solo dopo le proteste dei cittadini e, anche i comuni più virtuosi, smettono di disinfestare  da fine settembre ad aprile.
Gli interventi invernali, invece, sono indispensabili per eliminare il maggior numero di femmine svernanti che sopravvivono alle basse temperature invernali nascondendosi nei tombini, caditoie, rogge coperte, box, ascensori, cantine. Se non si elimina il carico degli adulti svernanti appena le temperature iniziano ad oscillare tra i 16 ed i 20 gradi centigradi le zanzare  iniziano a moltiplicarsi in modo esponenziale. Una sola zanzara, infatti, nelle sei possibili generazioni estive è capace di proliferare miliardi di individui (una zanzara depone circa 200 uova). Da maggio a settembre, poi, devono essere regolarmente eseguiti interventi larvicidi con cadenza quindicinale, interventi che nei mesi più caldi vanno effettuati con cadenze più ravvicinate, dato con l’aumentare della temperatura il ciclo della zanzara scende fino a soli 8 giorni. Ma nessuno lo fa più. Costa troppo! Inevitabile, quindi, essere punti. Ma il rischio vero, come dimostra il caso di ieri, è il ritorno di malattie ormai debellate o l’arrivo di patologie che non avevano mai colpito l’Italia. Sono, infatti,  decine le pericolose affezioni che questo insetto può trasmettere: Chikungunya (guarda caso colpì la stessa zona, Ravenna, nel 2007), Dengue, febbre gialla, malaria, innumerevoli encefaliti  ecc ecc

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