3 Maggio 2002

Saltano con il «jumping» Muoiono due fidanzati

TERNI, STUDENTESSA E PARA´ DELLA FOLGORE SI SCHIANTANO DOPO UN VOLO DI 70 METRI

Saltano con il «jumping» Muoiono due fidanzati

Voleva far provare alla ragazza l´emozione del vuoto, per lei era la prima volta Probabile la rottura di un moschettone, la fune è rimasta intatta ma non ha avuto l´effetto elastico. La tragedia è stata ripresa in un video chiesto dai due


Si sono lanciati abbracciati. E abbracciati si sono schiantati, legati alle caviglie. Laggiù li aspettava la morte, che non ha lasciato loro neppure il tempo di capire: il volo di 70 metri è durato pochi secondi. I due moschettoni – anche quello di sicurezza – non hanno retto: Tiziana Accorrà, 26 anni, romana, e Alberto Galletti, 25 anni, di Magliano Sabina, parà a Siena, si sono uccisi in un lancio di «bungee jumping», dal ponte Canale che unisce Arrone con Polino, in provincia di Terni. Il lancio, su richiesta delle vittime, è stato ripreso con una videocamera, e la cassetta ora è al vaglio del sostituto procuratore di Terni, Barbara Mazzullo. Il magistrato ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e nelle prossime ore sarà eseguita l´autopsia. I due ragazzi, fidanzati da alcuni mesi (si erano conosciuti a Londra, mentre lei era in viaggio di studio, lui in vacanza), avevano deciso di trascorrere il primo maggio alle cascate delle Marmore. Alberto Galletti era in licenza per qualche giorno. Da tempo lavorava senza sosta. Ai primi di marzo era tornato da una missione in Kosovo, a Djakovitza, durata quattro mesi. La coppia, a fine pomeriggio, dopo aver letto la pubblicità dell´impianto della base di jumping, ha deciso di fare il tuffo nel vuoto. Per lui, caporale maggiore scelto della Folgore in forza al 186° reggimento di Siena, sarebbe stato un giochetto da bambini. Per lei, studentessa del secondo anno in oculistica all´università Cattolica di Roma, un debutto e una prova d´amore, da regalare col cuore in gola e il respiro mozzato. Il lancio è avvenuto alle 19.45, quando l´impianto, gestito da un´associazione sportiva, stava per chiudere. I due giovani hanno pregato il titolare, Lorenzo Illuminati, di riaprirlo per permettere il lancio in coppia. Ma qualcosa non ha funzionato. Dopo alcuni metri di volo si vede la fune entrare in tensione e i due giovani risalire di poco, prima di precipitare. Gli inquirenti stanno valutando la possibilità che abbia ceduto il collegamento tra la parte rigida e quella elastica del cavo, assicurato da due moschettoni. La parte di fune legata alla base di lancio sarebbe stata infatti trovata regolarmente fissata al suo posto. Il fatto che la coppia sia risalita di qualche metro dopo l´entrata in tensione delle due parti farebbe pensare a un aggancio regolare, che poi ha ceduto per ragioni da accertare. Tiziana Accorrà e Alberto Galletti si sono schiantati e sono morti sul colpo. Gli investigatori hanno trovato il cavo elastico intatto e ancora agganciato ai due giovani che erano regolarmente imbracati. Il gestore del locale potrebbe essere interrogato oggi dal procuratore. I carabinieri ipotizzano che qualcosa non abbia funzionato nel cosiddetto «sistema piattaforma», la struttura dalla quale partono i lanci e che garantisce la risalita. In particolare stanno verificando il sistema di collegamento dei moschettoni con la piattaforma, che da un primo accertamento presentano danni, ma non una tranciatura. Nei prossimi giorni i moschettoni saranno sottoposti a una perizia. L´esame dovrà stabilire se la caduta sia stata provocata da un cedimento del metallo o da uno sganciamento accidentale. La fune elastica è risultata intatta. Dalla ricostruzione compiuta dai carabinieri è emerso che tutte le operazioni di imbracatura e di aggancio alla piattaforma sono state eseguite dal personale dell´impianto. Ieri fino a tarda sera il magistrato ha visionato fotogramma per fotogramma il video. Per essere ripresi i due giovani avevano pagato settanta euro, mentre il costo di un lancio senza ripresa è di cinquanta euro. Nel filmato si vedono Tiziana Accorrà e Alberto Galletti lanciarsi nel vuoto ma non viene inquadrata la base di lancio, ancorata al ponte. Illuminati è visibilmente scosso ma dice di «essere sereno». Garantisce che mercoledì erano «saltati» in settanta «senza problemi». Un´ora prima della tragedia una coppia si era gettata nel vuoto con le stesse attrezzature. Il legale del titolare ipotizza che a cedere siano stati i moschettoni e parla di «frattura nel metallo». Sulla morte dei due giovani interviene il Codacons: chiede di vietare in Italia ogni pratica di jumping. Uno sport estremo che ripropone in chiave moderna un rito di iniziazione all´età adulta praticato nelle isole Ebridi.

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