Salmonella, Lactalis ritira latte per bebè
-
fonte:
- La Tribuna di Treviso
di Andrea Scutellà ROMA Trentacinque neonati contagiati in Francia, uno in Spagna e un altro sotto osservazione in Grecia. È questo il numero dei piccoli colpiti dal batterio della salmonella dopo aver assunto il latte in polvere della Lactalis, marchio che in Italia detiene anche Parmalat e Galbani. Lo stabilimento di Craon in cui venivano prodotti gli alimenti resterà chiuso a tempo indefinito.Una vittoria amara per le 37 famiglie che hanno atteso fino a ieri una risposta dalla terza multinazionale dei latticini, un gruppo che controlla cento marchi nei 138 Paesi in cui è attivo: un colosso mondiale. La coltre di silenzio sulla vicenda che è scesa con la notorietà dei primi casi all’ inizio di dicembre, è stata rotta ieri dall’ amministratore delegato dell’ azienda francese Emmanuel Besnier, che ha annunciato il ritiro di 12 milioni di confezioni dal mercato in 83 Paesi. «Risarciremo tutte le famiglie che hanno subito un danno – ha spiegato Besnier in un’ intervista al Journal du Dimanche -. Dall’ 8 dicembre, comunque, non c’ è stato nessun nuovo caso». Il portavoce del governo francese Benjamin Griveaux ha commentato spiegando che «risarcire è giusto, ma i soldi non possono comprare tutto». Sul banco degli imputati anche le catene della grande distribuzione come Carrefour, Leclerc e Auchan, verso cui le associazioni dei consumatori già minacciano una mega-causa. Le aziende hanno ammesso di aver fatto «errori» nella distribuzione dei prodotti, ma hanno accusato Lactalis di «confusione» nella gestione della crisi. L’ Italia non è fra gli 83 Paesi a cui le autorità francesi hanno comunicato la presenza di lotti contaminati. Tuttavia il ministero della Salute ha comunicato «per eventuali verifiche da parte delle autorità territoriali e per una completa informazione dei consumatori» l’ esistenza dei «lotti del prodotto Milumel Bio oggetto di allerta latte: 17C0012686 con termine massimo di conservazione (Tmc) 27/04/2018, 17C0012844 con Tmc 24/05/2018, 17C0012965 con Tmc 12/09/2018, 17C0013595 con Tmc 06/01/2019, 17C0013733 con Tmc 03/02/2019». La Coldiretti ha accolto con favore la decisione di ritirare il prodotto. «È solo l’ ultimo – scrive l’ associazione di categoria dei produttori – della serie di allarmi alimentari che hanno portato oggi più di due italiani su tre (il 68%, secondo un’ indagine Coldiretti/Ixé, ndr) ad essere preoccupati dall’ impatto di quello che mangiano sulla salute, per effetto del ripetersi degli scandali sul cibo». I produttori sottolineano anche come nell’ arco del 2016 la salmonella abbia prodotto ben 455 allarmi, risultando il batterio più diffuso a livello di contaminazione degli alimenti. «In particolare – precisa Coldiretti – 126 casi hanno interessato il pollame, 68 frutta e verdura, 42 i prodotti di altra carne, 20 erbe e spezie, 14 le uova, 13 casi i prodotti della pesca, 6 latte e derivati e ben 113 prodotti per l’ alimentazione animale». In Italia è il Codacons a minacciare una «class action contro Lactalis». «Siamo in presenza dell’ ennesimo scandalo alimentare, stavolta ancor più grave perché ad essere coinvolti sono neonati, ossia soggetti particolarmente a rischio non avendo ancora sviluppato le difese immunitarie», ha dichiarato il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi. «Il Ministero della salute deve attivarsi immediatamente per verificare se le confezioni di latte contaminato da salmonella sono state vendute nel nostro paese e deve dare in tempi brevi informazioni trasparenti ai consumatori. Se sarà accertata la commercializzazione anche in Italia chiederemo un maxi-risarcimento in favore delle famiglie coinvolte, anche in assenza di patologie nei bambini e solo per i gravi rischi sanitari corsi. Invitiamo i cittadini a conservare scontrini e prove di acquisto del latte in polvere prodotto da Lactalis»©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
- SANITA'
-
Tags: Lactalis, latte, salmonella
