23 Febbraio 2008

Saliti del 4,8 per cento i beni di uso quotidiano

Inflazione generale al 2, 9 a gennaio. Ma il calcolo suddiviso per categoria di prodotti è molto più preoccupante. Il Codacons: ecco quanto ci costerà

È allarme per il carovita “Stangata da mille euro“

Saliti del 4,8 per cento i beni di uso quotidiano con punte del 12,3 per il pane e del 12,5 per la benzina

ROMA L`inflazione ufficiale a gennaio è arivata al 2,9%. Ma sulla spesa di tutti i giorni, come da tempo si erano accorte le massaie di tutt`Italia, la corsa dei prezzi è quasi doppia e arriva a sfiorare il 5%. La notizia, data per scontata da sindacati e consumatori, è però di fonte ufficiale. A fare il calcolo è infatti la stessa Istat che ieri, a fianco delle consuete medie sui prezzi, ha messo a punto una particolare tabella che prende in considerazione i beni, definiti con gergo un po` burocratico, “ad alta frequenza d`acquisto“. Si tratta di una serie di prodotti di prima necessità che vengono acquistati ogni giorno: alimentari, tabacchi, carburanti, giornali conti di bar e ristoranti. E se si fa il calcolo su questo “paniere“ l`inflazione è molto più alta del tasso generale e arriva a sfiorare a gennaio il 4,8%. I rincari a gennaio sono stati evidenti per i prodotti quotidiani, come gli alimentari (+12,3% per il pane, +10% per la pasta, +8,7% per il latte) o per i carburanti, con aumenti a due cifre sia per la benzina (+12,5%) che per il diesel (+15,7%). E i rialzi sono superiori alla media anche per il caffè e il cappuccino (+3,7% le consumazioni al bar), per le pizzerie (+3,6%), per le sigarette (+4,1% l`indice dei tabacchi). Numeri che diffondono l`allarme tra sindacati e consumatori, compatti nel chiedere interventi per arginare il carovita, anche perché, secondo le associazioni degli utenti, le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l`anno. È quanto sostiene a questo proposito Codacons: se i rincari non rientreranno in tempi stretti concretizzeranno una vera e propria stangata, stimata in circa 1.000 euro annui a famiglia, non potendo i cittadini rinunciare all`alimentazione, ai trasporti, all`energia e all`abitazione. Una situazione che è sempre più una crisi nazionale. L`Istat ieri si è affrettata a precisare che la tendenza a una crescita maggiore dei beni di prima necessità si verifica regolarmente. Ma quest`anno l`accelerazione è più forte che nel passato e il 4,8% di aumento registrato a gennaio è il più alto degli ultimi 11 anni. Preoccupati anche i sindacati che a questo punto chiedono, come fa il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, “dati certi sull`inflazione per poter condurre una politica contrattuale responsabile sul potere d`acquisto dei salari“. Sarcastico invece Luigi Angeletti, segretario generale Uil. “Finalmente anche l`Istat arriva a spiegare a chi non ha capito perché i salari e le pensioni hanno perso potere d`acquisto“, sottolinea riaprendo la vecchia polemica tra inflazione percepita e dati ufficiali. Quasi una provocazione arriva invece dall`ala dura Cgil: “A questo punto sarebbe necessario che i sindacati chiedano il doppio per i rinnovi dei contratti nazionali“, chiede Giorgio Cremaschi. E anche l`Ugl chiede più attenzione. Per Renata Polverini è necessario “rivedere il paniere che fotografa il caro vita nel Paese, visto che il più delle volte la fotografia è lontana dalla realtà“. &nbsp L`Istat ha individuato nel paniere su cui calcola l`inflazione tre classi di prodotti: ad alta frequenza di acquisto, a media e a bassa frequenza. Per la prima l`inflazione è stata a gennaio del 4,8 per cento, per la seconda dell`1,8 e per la terza dell`1,7. Questi i prodotti inseriti in ciascuna categoria. PRODOTTI AD ALTA FREQUENZA DI ACQUISTO Generi alimentari, bevande, tabacchi, spese per l`affitto, beni non durevoli per la casa, servizi per pulizia e manutenzione della casa, carburanti, trasporti urbani, giornali e periodici, servizi di ristorazione, le spese di assistenza. Peso pari al 39 per cento del paniere. PRODOTTI A FREQUENZA MEDIA DI ACQUISTO. Spese per abbigliamento, tariffe elettriche e dell`acqua potabile e smaltimento dei rifiuti, medicinali, servizi medici e dentistici, trasporti stradali, ferroviari marittimi e aerei, servizi postali e telefonici, servizi ricreativi e culturali, pacchetti vacanze, libri, alberghi e gli altri servizi di alloggio. Peso pari al 42 per cento del paniere. PRODOTTI A BASSA FREQUENZA D`ACQUISTO. Elettrodomestici, servizi ospedalieri, acquisto dei mezzi di trasporto, servizi di trasloco, apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici, articoli sportivi. Il peso di questa categoria di prodotti è pari al 19 per cento del paniere. &nbsp ANCHE I FUNERALI AL RISPARMIO Meno rintocchi. In tempi di crisi e di fiammate d`inflazione, anche il funerale può diventare un lusso, così un parroco trentino ha pensato di offrire, oltre al prezzo base di 150 euro, la possibilità di una cerimonia funebre al risparmio, scegliendo per esempio di far suonare meno volte le campane o di abbassare il riscaldamento e l`illuminazione in chiesa. La singolare proposta di funerale “in saldo“ fa discutere i suoi parrocchiani di Vigo Cavedine, soprattutto quella possibilità di trattare con il parroco e spendere di meno rinunciando ad alcuni servizi. “È stata una frase forse poco indovinata“, ammette il parroco don Bruno Barbacovi, “ma respingo l`accusa di negare il funerale ai poveri. Nel caso in cui qualcuno non possa sostenere l`offerta, può venire da me per vedere se magari possiamo far diminuire qualche costo“.

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