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3 Maggio 2018

Salgono a sette i morti della “tempesta perfetta”

 

È UNA donna italiana di 42 anni, Francesca Von Felten di Parma, la settima vittima della tragedia avvenuta tra domenica e lunedì nella zona della Pigne d’ Arolla, sulle Alpi svizzere. Ieri pomeriggio è morta in un ospedale del Canton Vallese dove si trovava in gravi condizioni. L’ inchiesta sulla morte di sette scialpinisti, sei italiani e una bulgara, sono ancora in corso. La procura del Cantone Vallese ha aperto un fascicolo, ma ancora non ci sono ipotesi di reato. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura di Roma per accertare se c’ è stato un concorso in omicidio colposo plurimo. A due giorni di distanza la dinamica della tragedia, che si è consumata sulla Pigne d’ Arolla, è più chiara, anche se alcune domande resteranno probabilmente senza risposta per sempre. La perturbazione era preannunciata da tempo. Non usa mezzi termini Tommaso Piccioli, l’ unico italiano sopravvissuto: «Era una gita difficile non da fare in una giornata dove alle 10 sarebbe iniziato il brutto tempo non era neanche da pensarci», dice. Inoltre, aggiunge, il gps dello smartphone della guida alpina non sarebbe stato adeguato per l’ alta montagna. La polizia svizzera ha confermato ai familiari accorsi a Sion che tutti gli scialpinisti erano ben equipaggiati. «Se a quella quota vieni sorpreso da una tempesta con raffiche di 100 km/h non hai chance», spiega il fratello di Betti. «Quando ti trovi nel whiteout, una sorta di nebbia di neve e vento gelido fortissimo, non c’ è colpa, perché non si vede più niente», conferma Reinhold Messner. Non sono sopravvissuti oltre a Francesca Von Felten, Betti Paolucci, la coppia bolzanina Marcello Alberti e Gabriella Bernardi, come anche Kalina Damyanova, la moglie bulgara della guida alpina; un comasco, Andrea Grigioni, 45 anni, di Lurate Caccivio, che lavorava come infermiere in Svizzera.

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