29 Ottobre 2005

Sale l`inflazione, udine tra le città più care

Sale l`inflazione, udine tra le città più care

Le rilevazioni del Comune: rincari dovuti soprattutto agli aumenti di affitti, energia, gas e carburanti. In Italia indice al 2,2% Sale l`inflazione, Udine tra le città più care In ottobre impennata del tasso al 2,6% dopo il 2,3 del mese scorso Balzo dell`inflazione in città che a ottobre sale al 2,6% dopo il 2,3 di settembre. A spingere verso l`alto i prezzi sono stati soprattutto i rincari delle tariffe energetiche e della benzina, come testimoniano le rilevazioni del Comune di Udine e le analisi nazionali. Aumenti che su base mensile sono stati pari allo 0,3%. Gli udinesi si ritrovano inoltre a fare i conti con prezzi che corrono più velocemente che nel resto d`Italia, almeno a giudicare dall`indice registrato dall`Istat a livello nazionale, che sempre a ottobre, si è assestato sul 2,2 per cento, dunque quattro decimi in meno che a Udine. In città l`aumento dei prezzi è pressochè costante da gennaio, quando l`inflazione era pari all`1,5%. Da allora l`escalation è stata continua: a febbraio 1,8%, a marzo l`1,9% e poi via via una progressione sino all`attuale 2,6%. Ad appesantire il bilancio di ottobre sono stati, come si diceva, alcuni settori in particolare. L`unità studi e statistica del Comune di Udine segnala che il maggior incremento su base mensile è stato quello del comparto “Abitazione, acqua ed energia elettrica“ che con gli aumenti delle tariffe energetiche ha fatto registrare addirittura un +1,5% (7,3% su base annuale). Sono infatti più cari gli affitti delle abitazioni, l`energia elettrica, il gas e i combustibili liquidi per il riscaldamento. Incide sensibilmente sull`inflazione anche il settore “Trasporti“: 0,6% l`indice mensile e 5,6% quello annuale. Costano di più le automobili, i trasferimenti di proprietà, i viaggi aerei nazionali, le benzine, gli altri carburanti e i lubrificanti. A frenare parzialmente i rincari in questo settore sono state alcune diminuzioni, che hanno riguardato i viaggi aerei europei e intercontinentali e i trasporti marittimi. Il capitolo “Istruzione“ rileva una penalizzazione soprattutto degli studenti universitari: l`aumento mensile è dello 0,7%, quello su base annuale dell`1,7%. Relativamente contenuti invece (+0,2%) gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari: sono più cari la carne bovina, i pesci surgelati, il pesce conservato, l`olio di oliva, gli ortaggi freschi e le patate. Diminuiscono invece il riso, la pasta, le farine, il pollame, lo zucchero, il pesce fresco, i crostacei e i molluschi. Tra le poche note positive dei rilevamenti eseguiti a Udine ci sono i cali dei prezzi di alcuni comparti, come “Ricreazione, spettacoli e cultura“ (-0,4%), “Servizi ricettivi e di ristorazione“ (-0,4%), “Servizi sanitari e spese per la salute“ (-0,1%) e “Comunicazioni“ (-0,1%). Le associazioni dei consumatori attaccano però l`Istat. Il Codacons afferma che “c`è qualcosa che non va nel paniere e nei pesi dell`Istat“. Le critiche riguardano le metodologie di rilevamento, che non farebbero emergere il reale aumento del costo della vita. “L`inflazione reale oscilla a ottobre in una forchetta tra il 4,2 per cento ed il 7,9 per cento – afferma il Codacons – , mentre per i redditi annui sotto i 10 mila euro, per i pensionati al minimo e per quel 20 per cento delle famiglie che non abita nella casa di proprietà e deve pagare il “caro affitti“, il carovita è addirittura superiore al 18 per cento“. Preoccupati anche gli agricoltori. “Il caro petrolio porta una crescita record nel prezzo di vendita dei carburanti agricoli, in aumento del 12,5% mentre i prezzi pagati agli imprenditori agricoli hanno fatto segnare una riduzione del 6,8% che conferma lo stato di deflazione nei campi“ afferma la Coldiretti nel commentare i dati preliminari sull`inflazione di ottobre divulgati dall`Istat.

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