Sale l`inflazione (+2,8%)
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Marzano: non temibile. Consumatori: vergognosa litania
ROMA Per il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, il dato «non è temibile». Ma il tasso di inflazione al 2,8% a novembre, reso noto in forma definitiva oggi dall`Istat, affiancato da una crescita congiunturale dello 0,3%, conferma che la corsa verso l`alto dei prezzi non accenna (per il momento) a fermarsi.
In termini congiunturali – secondo i dati di oggi – il capitolo che ha registrato i prezzi più alti è stato quello dei mobili, articoli e servizi per la casa (+0,5%) seguito da abbigliamento e calzature e servizi sanitari e spese per la salute (entrambi +0,4%). Nulla la variazione di alberghi e ristoranti e di bevande alcoliche e tabacchi.
L`unico capitolo che ha segnato una variazione negativa è stato quello delle comunicazioni (-0,1%).
In termini geografici, tra le 20 città capoluogo di regione gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Napoli (+3,7%), Venezia (+3,5%) e Cagliari (+3,3%). Nel mezzo sta Bari con +2,9%. I più moderati sono stati invece quelli di Ancona e Campobasso (+1,9 % per entrambe), Reggio Calabria (+2%), Potenza (+2,1%) e Firenze e L`Aquila (+2,2% per entrambe). «Temibile – afferma Marzano sostenendo il suo giudizio – è l`azione di chi grida a un`inflazione non al 2,8%, ma molto più alta. Queste cose possono causare aspettative inflazionistiche che rischiano di creare inflazione».
Un coro, quello di chi accende il campanello d`allarme sui prezzi, che appare comunque nutrito. Secondo l`Intesa dei Consumatori, per esempio, che raggruppa Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, il commento del ministro è una «vergognosa litania» ed è una vergogna «che ministri della Repubblica, sedicenti «economisti di stampo liberista», che non hanno posto in campo alcuna misura per sanzionare gli speculatori, possano ripetere tali corbellerie confidando che gli italiani possano dargli credito».
Commenti duri e preoccupati anche da parte dell`opposizione. Il responsabile per l`economia dei Ds, l`ex ministro dell`Industria Pierluigi Bersani, considera il dato di novembre «preoccupante» e sottolinea come l`Italia, in Europa, sia il Paese la cui economia cresce di meno e tuttavia siamo quelli che «hanno l`inflazione più alta. Ciò significa – secondo l`esponente Ds in regime di moneta unica, che è in atto una tendenza alla perdita di competitività, come peraltro si è visto dai dati che confermano la recessione dell`industria».
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