20 Aprile 2003

Sale la spesa ma si compra meno

I dati del ministero dell?Economia confermano un incremento del 3,4% rispetto all?anno precedente per effetto dei rincari


Sale la spesa ma si compra meno


L?Intesa consumatori: in 16 mesi stangata da 2.100 euro per ogni famiglia





Roma. Cresce la spesa delle famiglie italiane: nel 2002 è arrivata a quota 752 miliardi di euro, registrando un aumento del 3,4% rispetto all?anno precedente. È quanto emerge nella «Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2002» elaborata dal Tesoro. L?aumento della spesa è legato soprattutto alla crescita dei prezzi (»3%), meno all?aumento dei consumi (»0,4% nel complesso, ma se l?indagine viene ristretta al territorio escludendo le spese fatte all?estero, »17,7%, i consumi nel 2002 registrano addirittura un calo dello 0,1%). Più di un terzo del bilancio familiare se ne va tra spese per abitazione, acqua, elettricità (150,8 miliardi) e alimentari (110,6 miliardi). Si spende più per alberghi e ristoranti (74,8 miliardi) che per vestiario e calzature (71,6 miliardi) ma in entrambi i comparti, a fronte di un aumento dei prezzi, gli italiani hanno ridotto i consumi. Le spese per istruzione (7 miliardi) non arrivano neanche all?1% dell?intero budget e nel 2002 sono rimaste nel valore sostanzialmente invariate (»0,3% rispetto all?anno precedente); nella quantità però sono addirittura diminuite del 2,3%.
L?aumento maggiore della spesa – emerge sempre dai dati contenuti nella Relazione Trimestrale del ministero dell?Economia – è stato per le assicurazioni (»11,9%) che in valore assoluto hanno pesato per più di 16 miliardi di euro. In crescita anche gli affitti (»7,8% quelli figurativi e »5,1% quelli effettivi). Si è speso di più anche per la manutenzione dell?abitazione: 9,6 miliardi (»3% rispetto al 2001).
Si spende meno per l?auto (-1,4%) e per tv, hi-fi, pc (-1,2%). Ma se nel caso della vettura è il taglio della quantità (quasi -4%) a far scendere il valore complessivo del settore, per gli elettrodomestici tecnologici (dal computer alla macchina fotografica), il calo è dovuto alla riduzione dei prezzi (-3,4%), mentre i consumi in realtà, se pur lievemente (»2,3%), sono in crescita. Cala anche l?incidenza della voce energia elettrica e gas (-6,6% a 23,4 miliardi) sulla spesa complessiva.
Dalle tabelle elaborate dal Tesoro si evince comunque che nonostante la crescita della spesa nel 2002 rispetto al 2001, sia in valore assoluto che in percentuale, non è stato un anno facile per le famiglie italiane. Si sono comprati meno vestiti (-0,3%), giornali e libri (-3,2%), meno pacchetti viaggio (-2,4%) e soprattutto si è risparmiato sugli articoli personali (-5% in quantità e -2,7% nel valore).
Secondo l?Intesa dei consumatori, è stata u na stangata di oltre 2.100 euro in 16 mesi su ogni famiglia. Al «conto» di oltre 1.500 euro pagato in più nel 2002, denunciano le associazioni, si aggiungono infatti oggi nuovi pesanti rincari (pari a 604 euro), registrati innanzitutto nel settore trasporti (benzina, gasolio, autostrade, bus, metro ecc.) con un aumento complessivo nei primi mesi del 2003 di 178 euro. Seguono i consumi alimentari (»92 euro), l?Rc auto (»85 euro), la tariffe postali e bancarie (»50 euro) e la spesa per i rifiuti e le tariffe idriche (»39 euro). Altri 26 euro derivano dagli aumenti di luce e gas, che secondo i consumatori potrebbero lievitare ancora di altri 110 euro a causa degli ultimi provvedimenti sugli stranded cost e l?acquirente unico, e 24 euro dai ticket per i medicinali.
«Tali rincari medi dal primo gennaio 2003, sommati a 1.505 euro registrati nel corso del 2002 », afferma l?Intesa in una nota , « comportano un esborso di 2.109 euro falcidiando drasticamente i redditi e la capacità di spesa delle famiglie che devono sempre di più ricorrere all?indebitamento per sopravvivere » .

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