12 Settembre 2015

Sale la produzione, Italia in ripresa ma in Sicilia crolla l’ export: -8,2%

Sale la produzione, Italia in ripresa ma in Sicilia crolla l’ export: -8,2%
quadro positivo per il sud, mentre l’ isola sconta il calo di vendite delle raffinerie

ROMA. Un aumento della produzione superiore alle attese, a luglio, riporta l’ industria sulla strada della ripresa dopo la frenata di giugno. L’ Istat registra una crescita dell’ 1,1% rispetto al mese precedente, la più alta da oltre un anno, e un progresso anche rispetto a luglio 2014 del 2,7%. Quasi tutti i settori sono in miglioramento e le auto in particolare continuano a segnare aumenti a due cifre dalla fine dello scorso anno (a luglio +44,9% rispetto allo stesso mese del 2014). «Un’ altra ‘good news’ in un Paese che ha cambiato rotta», esulta su Twitter il vicesegretario del Partito Democratico Debora Serracchiani, mentre il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, invita alla cautela. «I dati positivi ci sono, ma parlare di ripresa è un pò arrischiato», afferma Squinzi a margine dell’ assemblea dell’ Unione Industriale di Torino. «Speriamo che il dato si confermi nei prossimi mesi» aggiunge l’ imprenditore, riconoscendo che «c’ è comunque un clima nuovo» e promettendo al governo che le imprese «saranno sempre al suo fianco perché si facciano le riforme». È più ottimista l’ ufficio studi di Confcommercio, che vede nel nuovo sprint della produzione industriale «una premessa per la ripresa». Proprio da una ricerca dell’ associazione dei commercianti, nei giorni scorsi, sono arrivate buone notizie sui consumi, che a luglio segnano il più alto incremento tendenziale da cinque anni con un balzo del 2,1%. Dalla stessa analisi sono emersi segnali positivi sul fronte del lavoro, con 181 mila occupati in più nei primi sette mesi dell’ anno rispetto allo stesso periodo del 2014. La domanda interna sembra così ripartire, mentre quella estera corre. Nel primo semestre l’ export nazionale aumenta del 5% e, per una volta, è il Meridione a trainare con una crescita delle vendite estere del 7%, secondo il nuovo report dell’ Istat “Le esportazioni delle regioni italiane”. Il risultato è positivo anche per il Nord-Est (+6%), il Nord -Ovest (+4,7%) e il Centro (+4,3%), mentre è in calo per le Isole (-2,9%). Ma nel quadro positivo dell’ export soprattutto per il Meridione, fa largamente eccesione la Sicilia, che segna un -8,2% soprattutto per la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati. Tra le regioni che forniscono il maggiore contributo alla crescita tendenziale dell’ export nazionale nel primo semestre l’ Istat segnala: il Piemonte (+9,6%), il Veneto (+7,3%), la Lombardia (+2,6%), il Lazio (+14,4%) ed l’ EmiliaRomagna (+4,4%). Al contrario, le regioni che contribuiscono negativamente alla crescita dell’ export nazionale nel primo semestre 2015 sono appunto la Sicilia (-8,2%), le Marche (-2,8%) e il Mo lise (-3,3%). L’ aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia e di articoli farmaceutici, chimico -medicinali e botanici dal Lazio spiega per un terzo l’ incremento dell’ export nazionale nel primo semestre. Le province che nel primo semestre del 2015 danno il contributo più importante alla crescita dell’ export nazionale sono Torino (+11,9%), Potenza (+173,4%), Vicenza (+8,0%), Latina (+23,7%), Treviso (+9,5%), Trieste (+60,0%), Bologna (+7,0%), Roma (+9,3%), Firenze (+7,3%) e Brescia (+4,9%). Altre province che presentano una dinamica positiva particolarmente sostenuta delle esportazioni sono Cuneo (+10,2%), Alessandria (+10,5%), Frosinone (+11,9%), Belluno (+13,2%), Lucca (+12,2%), La Spezia (+42,4%) e Savona (+17,1%). Tra le province che presentano invece una diminuzione delle vendite all’ estero, associata a un importante impatto negativo sulla dinamica dell’ export nazionale, si segnalano Ascoli Piceno (-10,8%), Pavia (-9,3%), Siracusa (12,9%) e Massa -Carrara (-44,8%). Secondo le associazioni dei consumatori, le ultime rilevazioni dell’ istituto di statistica sono incoraggianti, ma insufficienti per dire che ci siamo lasciati la crisi alle spalle. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ricorda che «i dati economici degli ultimi mesi hanno mostrato una grande instabilità, registrando variazioni positive seguite da rapidi decrementi» mentre i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, chiedono un piano straordinario per il lavoro per far sì che il risultato positivo dell’ industria a luglio «diventi strutturale, stabile e duraturo». L’ Unione nazionale dei consumatori, infine, calcola che, rispetto a luglio 2008, la produzione industriale è inferiore del 18,4%. «Quanti anni ci metteremo per tornare ai valori pre -crisi? », domanda il segretario Massimiliano Dona. A. R. RA.

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