Sale a 3.000 euro il tetto dei contanti Tasse più leggere per le partite Iva
imposta a forfait sui professionisti: reddito minimo a 30mila euro
Matteo Palo MILANO FINISCE l’ epoca aperta da Mario Monti nel 2011. Il limite per l’ utilizzo dei contanti torna a salire: addio al tetto da 1.000 euro, si potrà arrivare fino a 3.000. È una delle novità della legge di Stabilità, ha spiegato ieri il premier Matteo Renzi. L’ iniziativa ha fatto storcere il naso a molti: potrebbe essere un passo indietro nella lotta all’ evasione fiscale. Non sarà, comunque, la sola semplificazione in arrivo. Il ministero dell’ Economia sta lavorando anche a una misura di cui si parla da mesi: per tutti i liberi professionisti la manovra conterrà un ritocco del regime dei minimi. Ma andiamo con ordine. «VOGLIAMO riportare i livelli di contante alla media europea, al livello francese, portandolo da 1.000 a 3.000 euro». Queste le parole con le quali Renzi ha annunciato la misura, spiegandola come «un modo per aiutare i consumi e dire basta al terrore». Secondo l’ esecutivo, gli strumenti di tracciabilità sono ormai tali da permettere le verifiche sulla circolazione di contante: basta pensare alle regole sui conti correnti. Tenere un tetto così basso rischia solo di penalizzare chi vuole fare acquisti. Per Confcommercio, con la novità «si favorisce l’ attività economica delle nostre imprese, soprattutto quelle transfrontaliere». Mentre per Confesercenti la misura «farà bene ai consumi». Codacons, invece, parla di «doverosa semplificazione». Non tutti, però, la pensano allo stesso modo. L’ aumento del tetto, per i critici, sembra un ritorno al passato. Così, uno dei leader della minoranza Pd, Pier Luigi Bersani, spiega che la novità «incoraggia nero, riciclaggio, evasione e corruzione». E il ministro dell’ Interno Angelino Alfano non aiuta Renzi, perché loda l’ intervento e dice che in questo modo l’ esecutivo fa «cose di centro-destra». La proposta viene criticata da Federconsumatori e Adusbef, che parlano di operazione «del tutto immotivata», mentre la Uil, col segretario confederale Domenico Proietti si dice preoccupato: «L’ annuncio va nella direzione opposta ad una seria lotta all’ evasione». UN ALTRO intervento attesissimo, confermato dallo stesso Renzi, riguarderà gli autonomi. «Nella legge di stabilità – ha detto – c’ è un intervento serio sulle partite Iva, con una revisione del regime dei minimi». Si tratta di un argomento delicatissimo, dal momento che nella manovra dello scorso anno l’ esecutivo tentò di mettere le mani nella tassazione delle partite Iva a basso reddito ma fece un pasticcio, finendo con l’ alzare le imposte a loro carico. Stavolta, sarà previsto «un forfait fino a 30 mila euro con l’ aliquota ridotta al 5% per i primi anni» con «un impatto nell’ ordine di circa 300 milioni di euro», secondo quanto ha spiegato il sottosegretario all’ Economia, Enrico Zanetti.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
