5 Gennaio 2010

Saldi-truffa: cinque ispettori del Codacons girano la città

 Saldi-truffa: cinque ispettori del Codacons girano la città per stanare falsi sconti e denunciare alla Guardia di finanza gli esercenti furbi. «I nostri ispettori – spiega l’avvocato Matteo Marchetti, dell’ufficio legale dell’associazione – hanno iniziato ad operare già nella prima giornata di saldi, ed hanno iniziato a scattare fotografie per documentare le infrazioni rilevate». Ad oggi quelle più frequenti riguardano l’esposizione del doppio prezzo: per legge l’esercente è infatti obbligato ad indicare il prezzo prima dello sconto, la percentuale di sconto praticata ed infine il prezzo scontato. «Non tutti lo fanno – spiega l’avvocato Marchetti – e qualche negoziante compie abusi anche più rilevanti, negando la sostituzione del capo in saldo». Gli ispettori agiscono mischiandosi con i cittadini a caccia di occasioni e buoni affari, osservando la situazione con un occhio particolarmente vigile proprio per evitare le solite fregature legate ai saldi, tipo fondi di magazzino venduti come resti di stagione o falsi sconti applicati a prezzi di base maggiorati. «Allo stato – spiega ancora l’avvocato Marchetti – non abbiamo rilevato situazioni anomale: invitiamo tuttavia i cittadini a segnalare tempestivamente simili abusi non solo a noi, ma anche e soprattutto alla Guardia di finanza e alla Polizia municipale». Una strategia della fermezza che il Codacons intende perseguire quest’anno anche su altri fronti fronte anche di quella ”class action”, operativa con il 2010, che schiude nuove opportunità di tutela per i consumatori. Non che il 2009, senza class action, sia andato male: l’associazione (che ieri ha tirato le somme delle strategie 2009) si è costituita parte civile nell’inchiesta sui rifiuti che coinvolge anche il presidente della Regione Bassolino, ha ottenuto il riconoscimento del danno esistenziale contro Enel Energia, ha aperto uno sportello per i diversamente abili, è intervenuta contro le sofisticazioni ed alterazioni alimentari, ha agito in giudizio contro la Gan per ottenere il rimborso dei biglietti aerei non effettuati per la sospensione dei voli da Pontecagnano, e per i canoni di depurazione illegittimi, e negli ultimi mesi ha ottenuto risarcimenti, attraverso le procedure di conciliazione, per oltre settantamila euro da Telecom, Enel, Poste e Wind. Per il 2010 le emergenze locali sono legate essenzialmente al traffico: «Sono numerose le richieste e le segnalazioni che riceviamo quotidianamente – spiega il presidente del Codacons Enrico Marchetti – ed abbiamo scritto ai sindaci della provincia per chiedere maggiore attenzione. Nei giorni scorsi c’è stato un blocco totale di molti comuni con problemi gravi soprattutto per i diversamente abili. Bisogna essere rigorosi nei controlli contro la sosta selvaggia, soprattutto sui marciapiede, adeguare le città al codice della strada per quanto riguarda le aree di parcheggio a pagamento e rendere l’aria che si respira nelle città il più pulita possibile». Quanto alla class action il presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, presente ieri alla conferenza stampa, pur sottolineandone l’importanza non ha nascosto tutte le sue perplessità. «È inutile aspettarsi che in Italia funzioni come la vera class action, quella americana – ha detto – giacché qui il legislatore ha optato per una finta class action, soprattutto nei confronti della Pubblica Amministrazione, dal momento che non prevede danni punitivi né tanto meno un risarcimento del danno da parte degli Enti Pubblici. Contro le società la situazione è leggermente diversa, ma siamo comunque lontani dalla class action americana». Fatto sta che le prime azioni sono comunque partite contro grandi banche per le commissioni abusive di massimo scoperto cancellate dalla legge, ma riproposte con diversa denominazione da molti istituti di credito.

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