Saldi, via senza ressa e acquisti già in calo
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fonte:
- Il Messaggero
Saldi, via senza ressa e acquisti già in calo
Nei negozi in centro si notano più che altro turisti e stranieriPER CONFCOMMERCIO VENDITE A MENO 20% IL CODACONS STIMA UNA FLESSIONE SIMILE NON SI SALVANO GLI SHOPPING CENTER IL CASO In vena di shopping da saldi tanti turisti e stranieri ma nessuna ressa davanti ai negozi, neppure nelle strade del Tridente, famose per le grandi griffe. Le code da Gucci, Bulgari, Prada o Fendi solo un ricordo. Da Tod’ s si contavano sul palmo di una mano i soli clienti giapponesi. Soltanto nelle boutique monomarca di fascia media, per motivi di sicurezza o igiene, hanno contingentato le entrate. L’ attesa per i saldi estivi 2013, se di attesa si può parlare, è terminata ieri, a Roma e nel Lazio, ma le svendite sono partite in sordina: da Prati a Marconi, da viale Europa a via Condotti, da via Tuscolana a via Appia sono stati in pochi ad aggirarsi tra gli scaffali e ad avere più di una busta in mano. Il calo delle vendite, rispetto al 2012, secondo le associazioni di categoria, è tra il 10 e il 15 per cento nel primo giorno di sconti. Ma i commercianti sperano sia solo l’ effetto del sole e della calura estiva. LE CIFRE «In molti al mattino – dice Giuseppe Roscioli, presidente di Confcommercio Roma e Lazio – hanno preferito andare al mare, ma domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) è previsto maltempo, i romani potrebbero approfittarne». Roscioli questo flop in realtà se lo aspettava. «Colpa – aggiunge – anche del governo. Non ha fatto nulla per aumentare il potere di acquisto degli italiani e il clima di incertezza su Imu, Iva e Tares non aiuta. L’ autunno e i rincari sono dietro l’ angolo, nessuno ha più soldi da spendere. Da quanto sento e vedo il calo è a meno 20%». Confcommercio stima che solo una famiglia su tre acquisterà a saldo, con una spesa di circa 117 euro a nucleo. Il trend negativo è confermato anche dal Codacons: il crollo dovrebbe essere del 22% rispetto all’ anno scorso, con una spesa che sarà tra i 78 e gli 85 euro a persona, a fronte dei 103 euro del 2012 e dei 114 del 2011. La stretta non sembra risparmiare neppure i centri commerciali (vendite giù del 12%). «Il budget da dedicare agli sconti di fine stagione – sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codacons – si è praticamente dimezzato. Oggi si compra solo l’ indispensabile. A Roma la media è di 33 euro a persona. I più colpiti sono i piccoli negozi e le periferie». Confesercenti ammette «un calo del 10 per cento sullo scontrino medio». Benino in centro, ma nelle zone di periferia e semi-periferia come via Tuscolana «la partenza è deludente, con incassi finora in picchiata», conferma la Fismo-Confesercenti. PANTALONI E SCARPE Pantaloni, bermuda, vestitini e scarpe sembrano essere quest’ estate – senza differenziarsi comunque molto rispetto agli anni scorsi – gli articoli più richiesti dai romani che pensano di fare acquisti con le svendite. GLI ACQUIRENTI Ma il popolo dei saldi si divide. «Svendite vere». «No, sono solo un bluff». Tra i soddisfatti c’ è Sarah D., 33 anni, organizzatrice di eventi in dolce attesa: «Ho speso 70 euro per un vestitino e un fermacapelli, i prezzi comunque mi sembrano alti». Ha il dente avvelenato con le grandi griffe delle scarpe invece Moreno Merlino, 53 anni, imprenditore: «Praticano sconti solo su modelli improponibili, mocassini verde pisello o calzature invernali. Mentre per un paio di occhiali ho pagato 112 euro anziché 122, non mi pare un affare». Marinella Petrini, 65 anni, casalinga: «Prezzi assurdi, ma ho risparmiato tutto l’ anno, vedremo». Anche gli outlet fanno sconti. «Ho comprato un jeans a soli 9 euro anziché 19», esulta Annarita Rizzitiello, 43 anni, impiegata. IL PESSIMISMO Scuote la testa Vittorio Banchetti, negozio sportivo a San Lorenzo in Lucina: «La situazione è critica». E per far girare un po’ l’ economia Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Cna Commercio, lancia un appello ai romani: «Non serve spendere cifre da capogiro, basta poco, ma per noi commercianti è l’ unico modo per svuotare i magazzini E mettere soldi in cassa per pagare personale, affitto e merce» . Francesca Filippi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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