Saldi, si parte: ma già mancano dieci euro
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fonte:
- La Nazione
le stime di ascom al ribasso rispetto agli acquisti di un anno fa. «guerra» di previsioni ma per tutti i primi giorni sono decisivi
Dove sono finiti quei dieci euro che già mancano alla conta dei saldi? Li avete spesi al bar, li avete persi a tombola, li avete regalati ad una delle associazioni che a gennaio ti pressano per telefono? Chissà. Di fatto da oggi si salda. Ieri vetrine mobilitate per allestire manichini e prezzi, in modo da salvare (e non da saldare…) la faccia, lasciando cioè i vecchi scontrini fino all’ ultimo. Sappiamo che quasi ovunque non è così, che gli sconti sotto sotto erano già partiti: ma insomma le date sono date. E indicano nel 4 gennaio l’ ennesima ciambella lanciata nel mare del commercio. In una guerra di sopravvivenza ma anche di previsioni. Ieri ricordavamo quelle di Confesercenti, 169 euro a testa, ma anche quelle decisamente più spartane di Codacons, addirittura sotto i 150 euro di spesa media. Dall’ ufficio studi di Confcommercio ci attestiamo a 160 euro: che non è la fine del mondo come differenza ma intanto sono dieci meno di un anno fa. E in un settore che brama il segno «più» fa la differenza. E la stessa Ascom scende nel dettaglio delle spese rigorosamente aretine. Il suo monte saldi è di 32,6 milioni di euro, anche in questo caso un po’ più basso di quello che emergeva dalle analisi del giorno prima. 368 euro a famiglia e famiglie sono 147.730: tutte in coda davanti alle vetrine. No, a comprare saranno solo 88.638, più o meno il 60% e questo è un dato nel quale gli strateghi delle due associazioni sono sostanzialmente in linea. E un segno «+» in fondo c’ è: che per quanto vada male, altrove va peggio. La media nazionale viene infatti stimata in 140 euro, pur sempre venti meno di Arezzo. Intanto sempre da casa Ascom il presidente di Federmoda Paolo Mantovani stringe il cerchio sui giorni decisivi. I primi. Come se una partita di 90 minuti si risolvesse in cinque giri di clessidra. «Basteranno a capire se i clienti avranno approfittato degli sconti del Black Friday solo per i regali o anche per acquisti personali: nel primo caso siamo salvi, nel secondo tutto si complica». Un punto chiaro c’ è in tutte le previsioni: ci sono settori nei quali si compra sempre a sconto. La gente «tocca» solo al fin della licenza. Per il resto è il solito film: più donne che uomini alle casse, in particolare della fascia tra 35 e 55 anni, e il peso del clima, che spinge o rallenta i consumi. Tra le novità l’ attenzione di moda alle istante ecologiche, sui materiali e non solo, e il rigore sulle carte di credito: devono essere accettate da tutti, nessuno escluso. O quei dieci euro perduti saranno parecchi di più. Alberto Pierini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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