3 Gennaio 2012

SALDI SENZA FREGATURE

SALDI SENZA FREGATURE

Ieri primo giorno di saldi in Sicilia
e Basilicata. Nel resto d’Italia si dovrà
aspettare fino al 5 gennaio; ad eccezione
di Molise e Bolzano (il 7) e della
Valle d’Aosta (il 10).
Ma in alcune città come Milano e
Roma i primi inviti «personali» sono
arrivati, tramite sms prima di Natale,
da negozi che promettevano trattamenti
speciali (sconti del 30 per cento)
ai propri clienti. I fortunati ne hanno
approfittato, del resto nulla vieta la
vendita promozionale che tra l’altro
«dimostra come i commercianti siano i
primi fautori di una liberalizzazione
dei saldi che permetta di spalmare gli
sconti nell’arco di tutto l’anno e di risollevare
il volume delle vendite», osserva
il segretario nazionale del Codacons
Francesco Tanasi.
Questo vuol dire che i capi migliori
se li sono già presi; e che c’è bisogno di
maggiore controllo su ciò che si intende
acquistare. A cominciare dagli
sconti: se superano il 50 per cento sono
una bufala. Spesso nascondono merce
non proprio nuova, piuttosto fondi di
magazzino. Occhio, per esempio, ai
capi d’abbigliamento disponibili in
tutte le taglie e colori: è molto probabile
che sia merce messa sul mercato solo
per l’occasione e quindi con un finto
prezzo scontato. L’ideale è servirsi nei
negozi di fiducia o acquistare capi dei
quali si conoscono il prezzo (originario)
e la qualità. È sì obbligatorio esporre
il cartellino che indica il vecchio
prezzo, quello nuovo e il valore di percentuale
dello sconto applicato, ma
l’onestà non sempre è di questo mondo.
Altro accorgimento: conservare lo
scontrino, perché non è vero che i capi
di svendita non si possono sostituire,
come spesso affermano in modo perentorio
i negozianti. Che tra l’altro se
ammettono carta di credito e Bancomat,
devono accettare queste forme di
pagamento anche per i saldi, senza
oneri aggiuntivi.
«I saldi non sono l’affare della vita.
Ricordate, nessuno regala niente, in
questo periodo meno che mai », avverte
Primo Mastrantoni, segretario
dell’Aduc (Associazione per i dirittidegli
utenti e dei consumatori). «Inutile
acquistare il tredicesimo maglione o il
quinto telefonino. Meglio puntare su
articoli che servono alla famiglia e possono
durare nel tempo». Non bisogna
avere fretta, o acquistare al primo negozio
che si incontra. Prima si fa un giro
di perlustrazione, poi si decide con calma.
Anzi. Meglio preparare una lista,
altrimenti, pur avendo bisogno di un
cappotto e un paio di scarpe rasoterra,
si torna a casa trionfanti (non sempre)
con una gonna da sera, un top tempestato
di paillettes e un paio di Jimmy
Chootacco 12. O, peggio, con unamaglia
di cachemire due taglie più piccola,
«tanto devo mettermi a dieta».
Per l’affare vero bisogna attrezzarsi,
diventare «saldisti professionisti». Loro
sì che ci sanno fare: molti giorni prima
degli sconti girano per negozi armati di
taccuino e matita, studiano e fanno
confronti, adocchiano la giacca giusta,
la cintura griffata, il completo che
manca nel guardaroba per essere davvero
chic e soprattutto quello che non
passa di moda, annotano le cifre e poi
vanno a colpo sicuro.
A loro non verrà mai in mente di
comprare la giacca gialla, il maglione
oversize, le scarpe un numero più
grande solo perché costano poco. E
pentirsene subito dopo.
Ultima regola: se pensate di aver
preso una fregatura rivolgetevi al Codacons,
oppure all’Ufficio Comunale
per il commercio o ai Vigili Urbani. In
bocca al lupo.

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