7 Gennaio 2022

Saldi senza code «Avvio deludente e spesa in calo»

Partenza deludente  per  saldi  invernali,  con  poche  code  davanti  ai  negozi  ridotte  presenze  di  consumatori  caccia  di  buoni  affari.A  confermarlo  è  la  rilevazione  di  Codacons.  «Complice  la  partenza  fissata  in  una  giornata  infrasettimanale,  ieri  gli  sconti  di  fine  stagione  hanno  deluso  le  aspettative  dei  commercianti  -spiega  il  presidente  dell’associazione  di  consumatori,  Carlo  Rienzi  – Da  Nord  Sud  non  si  è  registrata  alcuna  corsa  all’acquisto  da  parte  degli  italiani  nessuna  ressa  davanti  ai  negozi:  pochi  gli  esercizi,  soprattutto  le  boutique  d’alta  moda  delle  grandi  città,  che  hanno  registrato  sporadiche  file  agli  ingressi.In  generale  il  numero  di  consumatori  per  le  vie  dello  shopping  nei  centri  commerciali  è  risultato  inferiore  rispetto  ai  numeri  fatti  registrare  in  passato».  Andrà  meglio  forse  nel  weekend,  quando  si  potrebbe  registrare  un  incremento  sia  delle  presenze  sia  degli  acquisti  da  parte  dei  cittadini,  specialmente  in  outlet  centri  commerciali.  In  ogni  caso  primi  saldi  del  2022  dovranno  fare  conti  con  una  forte  contrazione  della  spesa  da  parte  degli  italiani  che,  per  la  durata  delle  offerte  promozionali,  spenderanno  circa  un  miliardo  di  euro  in  meno  rispetto  allo  stesso  periodo  pre  pandemia,  per  un  giro  d’affari  che  si  attesterà  attorno  ai  4,1  miliardi,il  21  per  cento  in  meno  rispetto  ai  saldi  del  2020,  prima  dello  scoppio  dell’emergenza  sanitaria.A  pesare  sulla  parsimonia  degli  italiani  anche  la  sempre  crescente  corsa  dell’inflazione.A  dicembre  l’aumento  dei  prezzi  ha  segnato  ancora  un  record  con  un  rialzo  dello  0,4  per  cento  che  porta  la  crescita  su  base  annua  al  3,9  per  cento.  Aumenti  che  incidono  proprio  sui  bilanci  familiari  perché  sono  trainati  da  quelle  spese  che  non  si  possono  evitare  come  energia,  trasporti  alimentari:  con  questi  ultimi  che  volano  oltre  il  2,4  per  cento  in  più.  Numeri  che  preoccupano  non  solo  le  associazioni  di  consumatori,ma  anche  quelle  di  categoria,  perché  come  dice  Confesercenti,  «si  rischia  di  bruciare  la  ripresa”.

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