Saldi, partenza con frenata Rinuncia un italiano su due
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fonte:
- Corriere della Sera
Niente ressa (se non in un caso, a Genova, dove è dovuta intervenire la polizia), niente code. La crisi si sente e anche i saldi, cominciati ieri, non sono riusciti a invertire il trend: meno 15 per cento di ricavi rispetto allo scorso anno – con picchi del 25 per cento secondo il Codacons -, malissimo le periferie delle città, uno scontrino medio che si assottiglia stagione dopo stagione. Da Milano a Bari, da Roma a Palermo a Napoli. E se qualche zona (centrale) tiene, come il Quadrilatero milanese, «è solo grazie agli stranieri». «Era nell’ aria», dicono i negozianti, per la prima volta pronti a scontare tutto al 50 per cento già dal primo giorno. Del resto, come ha spiegato un’ indagine di Coldiretti/Swg, più di un italiano su due (51 per cento) ha ridotto, rinunciato o rimandato l’ acquisto dell’ abbigliamento, settore tra i più colpiti dall’ andamento economico sfavorevole. Secondo Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 248 euro per l’ acquisto di vestiti e accessori – circa 100 euro a testa – per un totale di 3,7 miliardi di euro, il 12 per cento del fatturato annuo del settore. Calo previsto, 9 per cento: da uno «scontrino medio» di 114 euro a persona nel 2011 ai 103 euro del 2012. Funeste le previsioni del Codacons: «Flessione delle vendite e scontrino di 80 euro – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il motivo? L’ effetto Imu, le tasse del governo». Pessimi auspici. E drammatiche conferme. Complice il caldo che ha fatto sognare spiagge e piscine più che abiti e borse, il primo giorno di saldi a Roma, secondo il Codacons, si è chiuso con un calo del 10-15 per cento (per Confesercenti meno 20-30, «clamoroso flop»; per Confcommercio meno 20 in centro, meno 40 in periferia). Pochi i romani a caccia dell’ affare nonostante le riduzioni del 50 per cento, in alcuni casi del 70. Calo più contenuto, fra il 5 e l’ 8 per cento, negli outlet. Marketing in via Tuscolana: sfilata di gladiatori e l’ elezione di «Miss Tuscolana». Inizio a rilento a Napoli, Palermo, Bologna. Controcorrente Torino con una «partenza vivace», fa notare l’ Ascom. «Scintille» a Genova: troppi clienti, intorno alle 11 da Foot Locker, nel centro storico. Ressa all’ ingresso, il responsabile che abbassa la saracinesca, gli agenti di due volanti che riportano la calma, il negozio che riapre solo nel pomeriggio con ingressi contingentati: 15 clienti per volta. A Milano, infine, le grandi griffe della moda, richiamo per i turisti stranieri (cinesi soprattutto), sono riuscite a trainare la giornata facendo registrare, secondo Federmoda, «solo» un meno 4 per cento. Il presidente, Renato Borghi: «In un momento come questo non era possibile aspettarsi di più». Ma il bilancio della periferia milanese è nero: «Cali ingenti, così saremo costretti a chiudere». Anche per questo motivo, il Codacons propone il «sabato d’ oro» dei saldi, sconti aggiuntivi del 20 per cento a quelli già praticati, nelle giornate di sabato dalla prossima settimana. A. Sac. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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