Saldi, una partenza al rallentatore I commercianti: «Pochi acquisti»
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Non ci sono state le classiche file chilometriche davanti ai negozi delle tradizionali via dello shopping e nemmeno nei centri commerciali. Partono a rallentatore i saldi estivi in città dove, secondo le stime di Confcommercio, si registra un calo degli acquisti compreso tra il 20 e il 30 per cento rispetto allo scorso anno. Strade e negozi semi deserti l’ altro ieri mattina, con un trend lievemente in aumento nel tardo pomeriggio. Parla di inizio «deludente» la presidente di Confcommercio Patrizia Di Dio. «È sembrato un sabato normale assimilabile a qualsiasi altro sabato destate», dice di la Di Dio. In viale Strasburgo, ad esempio, però i commercianti sono divisi. «È presto per fare un bilancio rispetto allo scorso anno – dice Elena Giaco letti del punto vendita Curvissime C’ è stata affluenza in negozio, anche se non tutti quelli che entravano acquistavano qualcosa. Molte persone sono entrate solo per farsi un’ idea». «Abbiamo registrato un calo del 50 per cento rispetto al primo giorno di saldi del 2016. Di mattina c’ è stata un’ affluenza molto bassa del pomeriggio» dice Chiara, addetta alla vendita di un negozio di borse di viale Strasburgo. Secondo le stime di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 175 euro, con una spesa pro capite di circa 70 euro per l’ acquisto di articoli di abbigliamento e calzature. La previsione, di Confcommercio Palermo, aveva segnalato per questa stagione «una sostanziale tenuta dei dati dello scor so anno, probabilmente con leggeri segni positivi». Ma, a questo punto, bisogna sperare che il trend si inverta, altrimenti la previsione sarà da classificarsi come sbagliata. Secondo le stime dell’ ufficio studi di Confcommercio nazionale, in Italia, ogni famiglia, in occasione dei saldi estivi, spenderà 230 euro per acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi, per un valore di 3,5 miliardi di euro. Le famiglie italiane che acquisteranno con i saldi sono 15,6 milioni. In realtà, bisogna anche dire che l’ impatto emotivo dei saldi è molto meno «spinto» rispetto al passato. Questo perché, ormai, ma su tutta Italia un negozio su tre applica già considerazione che ha fatto il Codacons che parla di una legge obsoleta: «Gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi whatsapp ai clienti fidati – spiega l’ associazione di consumatori – è evidente a tutti come i saldi di fine stagione siano obsoleti. È una pratica “medievale” che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni». Secondo il Codacons «A determinare la morte dei saldi, oltre alla crisi economica, è l’ avvento del commercio online che consente agli utenti di acquistare tutto l’ anno prodotti scontati, senza limiti temporali. È quanto mai necessario – ribadisce l’ associazione di consumatori – rivedere la legge sugli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti».
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