«Saldi nascosti già in sette negozi su dieci»
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fonte:
- Il Messaggero
L’ ECONOMIA La crisi economica continua a mordere e i saldi per molte famiglie rappresentano l’ unica possibilità per rinnovare il guardaroba e per togliersi magari qualche sfizio. Intanto tre negozi su quattro hanno dato già dato il via, sottobanco, alle vendite scontate. Nella Capitale gli sconti prenderanno il via sabato prossimo e ogni famiglia ? in base alle stime della Confcommercio ? spenderà in media 359 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento e accessori. Il settore dei vestiti, come ogni anno, attirerà il maggior numero di clienti e durante i saldi invernali assorbirà il 18% della spesa annuale. Nel complesso l’ acquisto medio per ogni persona sarà pari a 365 euro: una cifra che permetterà a molti esercizi di compensare parzialmente la riduzione delle spese natalizie. A Roma gli esborsi saranno di gran lunga superiori alla media nazionale ? pari 150 euro a testa ? grazie all’ afflusso di turisti che come ogni anno costituiranno una leva decisiva. La capacità attrattiva della Capitale non accusa colpi e anche nel 2013 ? come nell’ annata precedente ? assorbirà il 90% delle visite straniere di tutta la regione. Dinamiche che, tuttavia, si inseriscono in una congiuntura sempre più difficile per il commercio. Secondo le stime di Codacons comunque a Roma ? come nel resto d’ Italia – il 70% dei negozi ha già applicato saldi sommersi, dato che risente del fallimento e delle conseguenti svendite di numerosi esercizi. Durante i saldi però ? oltre agli sconti e alle ghiotte occasioni ? non mancano discussioni e controversie tra clienti e negozianti. E’ per questo che la Confcommercio ha diffuso un vademecum per il corretto acquisto degli articoli in offerta. L’ indicazione più importante riguarda i capi di abbigliamento che ? una volta acquistati ? possono essere cambiati esclusivamente in base alla discrezionalità del negoziante. La sostituzione è obbligatoria soltanto nei casi in cui il prodotto risulti danneggiato. In questo caso scatta l’ obbligo per il commerciante ? come stabilisce il Codice Civile ? della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso in cui non sia possibile, la riduzione o la restituzione dell’ intero importo pagato. I clienti possono inoltre chiedere di provare gli indumenti, ma la normativa attribuisce ai negozianti la discrezionalità di scelta. Se i negozi nel resto dell’ anno accettano assegni, carte di credit o bancomat, sono tenuti ad accettarli anche durante il periodo dei saldi. E’ infine sempre obbligatorio riportare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il costo finale. Anche perché equivoci e discussioni sono sempre dietro l’ angolo. Gennaro Barbieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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