Saldi mai visti, si arriva anche all`80%
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fonte:
- Alto Adige
Ressa nei negozi del centro, ma senza le code fuori dalla porta
BOLZANO. Primo giorno di saldi, con ressa nei soliti negozi del centro, ma senza code fuori dalla porta.
Se è vero che per darsi allo shopping scontato la gente non aspetta più – come accadeva un tempo – l`inizio ufficiale delle svendite, c`è da dire che il popolo dei saldi ieri mattina si è mosso alla grande, confortato dalle scritte a caratteri cubitali sulle vetrine.
Molti gli esercizi che annunciano sconti eccezionali (fino al 1º febbraio), che partono spesso dal 50% per arrivare anche all`80%.
Segno tangibile che le vendite non sono andate bene e che un calo negli affari del 20%, soprattutto nel settore dell`abbigliamento, c`è stato.
Eccome. «Finalmente ieri sono tornati i clienti – spiega la titolare di “Petite Folie“, sotto galleria Sernesi – perché da una ventina di giorni non si vedeva più nessuno».
Ma il calo c`è?
«Certo, anche se a nessuno piace ammetterlo».
Ieri, invece, lo shopping è andato alla grande. Unico neo l`apertura pomeridiana che è andata – purtroppo – come troppo spesso accade di sabato, a macchia di leopardo.
“Sportler“ annuncia che «è finita» e promette sconti fino all` 80%, sulla vetrina “Luisa Spagnoli“ fa sapere al cliente – da una parte che cerca una commessa bilingue – dall`altra che gli sconti vanno dal 50% in su. Sconti del 70% da “Chicco“, dove ieri mattina quasi non si riusciva a passare visto che mamme e aspiranti tali hanno fatto man bassa di tute, tutine e quant`altro. “Electronia“, che si prepara tra il resto alla ristrutturazione del negozio e che potrebbe affittare due piani a “Sportler“, promette «prezzi da capogiro» e spiega che «con questi sconti fare shopping è un divertimento».
Super-ribassi anche da “Oberrauch Zitt“ e ressa nei negozi di biancheria intima.
Pure l`A&O di via Museo (ex Meinl) – preso dall`euforia generale – si dà agli sconti (del 33%). Più pacato “Hubert Gasser“ – che esporta il suo stile anche a Verona e Salisburgo – «Ho inserito mini-cartelli che annunciano i ribassi in due piccoli vasi. Certo svendo – spiega con gentilezza – ma solo pochi capi».
Sconti contenuti anche da Schönhuber-Franchi. «Quando si supera il 50% c`è qualcosa che non va».
Da segnalare come la vasta schiera dei negozi che si danno un tono, a cui fanno comodo come agli altri le svendite, esibiscano sempre commesse che storcono il naso quando vedono avanzare l`allegro popolo che va a caccia di sconti. Care mie… se proprio non vi va, cambiate lavoro!
Le associazioni dei consumatori intanto ripetono di tenere gli occhi bene aperti, di controllare le etichette che riportano la composizione dei tessuti (i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno). «Siate pignoli – spiegano – di un capo verificate se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedete la provenienza: i prodotti che arrivano dai paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle spesso provocare allergie». Dulcis in fundo il Codacons ricorda di conservare sempre lo scontrino perché il commerciante è obbligato a cambiare l`articolo difettoso anche se dichiara a chiare lettere che con i capi in svendita non lo può fare.
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