Saldi, lite esercenti-consumatori “Siamo ottimisti”, “No, sarà flop”
Parte la stagione dei saldi invernali, con i commercianti che si mostrano fiduciosi dopo un autunno di consumi freddi, mentre i consumatori prevedono un flop. La corsa alle vendite scontate al via dal Mezzogiorno, mentre Centro e Nord dovranno aspettare il 6 gennaio. Ma le attese e le previsioni divergono, e non di poco.La Confcommercio prevede una spesa media per famiglia di 415 euro, per un totale di 6,2 miliardi, che va a incidere per il 18% sul fatturato del settore. Di diverso avviso invece il Codacons, per il quale i saldi invernali saranno "un flop", con vendite "in picchiata" fino a -20%: solo la metà delle famiglie sarà coinvolta negli acquisti, con una spesa procapite di 130-150 euro. Anche per la Federconsumatori ci sarà "grande cautela e prudenza da parte delle famiglie: solo il 45% acquisterà" e i saldi "non decolleranno rispetto al 2009, e anzi avranno un’ ulteriore leggera riduzione del 2-3%". La spesa sfiorerà i 3 miliardi, con 277 euro per ogni famiglia, pari a circa 104 euro procapite. I commercianti sono ottimisti per la stagione 2011 dei saldi invernali. "Anche quest’ anno – dice il presidente di Federmoda-Confcommercio, Renato Borghi – la coda della crisi si è resa evidente per il settore della moda, con un andamento della stagione autunno-inverno certamente non brillante". Per questo, "gli stock di invenduto dei negozi sono alti e l’ offerta per i ‘ saldisti’ molto ampia, sia per varietà sia per qualità dei prodotti. Prevediamo sconti medi elevati, oltre il 40%". L’ offerta ampia e "gli sconti interessanti – aggiunge – ci fanno ben sperare per una positiva stagione dei saldi, che potrebbe anche rappresentare il tanto atteso segnale di inversione di tendenza". Soltanto a Natale del resto – secondo un’ indagine della Fismo-Confesercenti – c’ è stato un "migliore interesse" dei consumatori verso gli acquisti, dopo "un novembre assolutamente deludente e un dicembre che ha evidenziato una piccola ripresa". Il mese scorso infatti c’ è stato un calo delle vendite di circa il 10% rispetto al 2009, "con un andamento più sfavorevole nelle regioni del Centro-sud e qualche segnale di inversione di tendenza al Nord". Le vendite natalizie – sostiene poi la Federconsumatori – sono andate peggio del previsto: la stima sulla spesa per il Natale "si aggirava intorno ai 5,5 miliardi, ma il primo consuntivo indica un ammontare che sfiora appena i 5 miliardi, con una caduta dei consumi del 12% rispetto all’ anno scorso". Gli unici settori "che hanno resistito al crollo sono stati l’ editoria, rimasto stabile, e l’ elettronica di consumo, con un debole +1%". © riproduzione riservata.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
