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8 Luglio 2019

Saldi, la mappa per muoversi tra offerte, garanzie e scontrini

i consigli utili si rincorrono, ma qualcuno è fondamentale per non ritrovarsi un “pacco”
Partiamo da un’ amara verità: quando un negoziante si rifiuta di cambiare un prodotto acquistato in saldo ha ragione; la legge glielo consente. La vendita in saldo è, infatti, coperta dalle stesse garanzie previste per le vendite ordinarie. E non esiste nessun obbligo per il commerciante di sostituire la merce che non presenta difetti. Il negoziante che cambia la merce lo fa, insomma, solo per cortesia. Meglio ricordare che la regola del cambio vale soltanto per le vendite a domicilio, via Internet, per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali (per strada, sul luogo di lavoro, al telefono ecc.). Una mancata possibilità di recesso per le vendite tradizionali che, insieme ad altre disposizioni, sarebbe meglio tenere a mente in queste settimane di saldi per evitare di fare la fine del pollo da spennare. E, alla fine di giornate frenetiche di shopping, portare a casa più che un “affarone” il solito “pacco”. In questo periodo di promozioni, infatti, occorre prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, fare una valutazione del rapporto qualità-prezzo e ricordare sempre che lo sconto applicato non comporta una riduzione dei diritti di chi compra. É, inoltre, noto a tutti il triste fenomeno dei prezzi aumentati prima dei saldi, dei cartellini taroccati riscritti senza l’ originale, dei richiami di sconti esagerati disattesi e di tutte le altre trovate pur di speculare. Per evitare brutte sorprese, meglio fare attenzione a poche regole per fare buoni affari, tra ribassi che – proposti via sms, Facebook, Whatsapp o con email – possono arrivare fino al 60%. La spesa degli italiani. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 224 euro, circa 100 euro pro-capite, per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori per un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro. Numeri decisamente in contrazione rispetto a due anni fa, quando il giro d’ affari raggiunse quota 5,3 miliardi (pari a 344 euro di spesa media) e che per il presidente di Federazione Moda Italia/Confcommercio Renato Borghi rappresentano una “condizione di disastro economico per le imprese”, dal momento che i saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei negozi d’ abbigliamento. Ma più che contrazione dei consumi, c’ è un’ altra e più consistente ragione che, anno dopo anno, vede diminuire la spesa delle famiglie nel periodo dei saldi: gli acquisti online. Una tendenza consolidata come dimostrano i dati dell’ ultima indagine dell’ Osservatorio eCommerce B2C-Consorzio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano: nel 2019 gli acquisti online cresceranno del 15% rispetto all’ anno scorso arrivando a superare i 31,5 miliardi di euro. Con lo smartphone che viene usato per il 40% degli acquisti online. Prezzi. In base a quanto disposto dal d.lgs. 114/98, il cartellino deve indicare sia il prezzo ordinario che quello scontato, riportando altresì la percentuale di sconto. Gli esercizi commerciali sono obbligati a garantire ai clienti il pagamento tramite pos, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’ esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’ episodio alla Guardia di Finanza. Garanzie. Se da una parte il negoziante non è tenuto per legge a sostituire un prodotto integro, la situazione cambia radicalmente in caso di prodotto difettoso. Il d.lgs. 24/2002 stabilisce un periodo di garanzia di due anni per i prodotti nuovi e di un anno per i beni usati, anche nel caso di merce acquistata a saldo. Controlli. In caso di problemi bisogna rivolgersi alla polizia municipale che può accedere ai punti vendita per effettuare i relativi controlli sul corretto svolgimento delle vendite straordinarie. Shopping online. La prima regola da seguire è quella di utilizzare un antivirus o programmi specifici, in grado di controllare l’ affidabilità dei siti internet. Sempre per valutarne la sicurezza, è necessario controllare che prima dell’ indirizzo ci sia scritto https://, deve cioè esserci la “s” finale. La regola d’ oro “Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto”, ammonisce il Codacons.
patrizia de rubertis

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